Il regalo giusto a Natale? E’ questione di neuroscienze

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Roma, 19 dic. (Labitalia) – Natale è alle porte e tutti sono alle prese per fare un dono alle persone care. In pochi, però, riflettono sul fatto che un regalo giusto è anche questione di neuroscienze. Parola di Lorenzo Dornetti, che ha sviluppato la ‘neurovendita’, ovvero l’applicazione delle più recenti scoperte sul cervello al mondo delle vendite e del marketing. Studi cerebrali di neurovendita, infatti, dimostrano che quando riceviamo un regalo ‘gradito’ cresce l’ossitocina, l’ormone dei legami di attaccamento.

E, in un mondo dove si può comprare ovunque ad ogni ora, le difficoltà crescono. L’eccesso di proposta crea una sorta di ansia. Non si sa cosa fare, si ha paura di sbagliare e rimpiangere di non aver scelto il regalo ‘giusto’. Per questo, oltre il 39% degli italiani si ritrova a fare regali ‘last minute’. Ecco, quindi, alcuni consigli per fare centro sotto l’albero, basati proprio sulle neuroscienze.

1. Non rimandare. Evita gift box, buoni acquisto o denaro. Di fatto, stai comunicando alla persona che non sai cosa regalarle, che non ti importa, che non hai fatto fatica per trovare il suo dono, che non le hai dedicato tempo. Non far scegliere cosa comprare al tuo posto: meglio sbagliare che non rischiare. Meglio non regalare nulla piuttosto che spostare il problema su chi riceve il dono.

2. Persona. Prima di buttarti nella ricerca frenetica sperando che arrivi l’ispirazione, cerca di chiarirti le idee su chi lo riceverà. Quali sono le sue passioni? Cosa la emoziona? Cosa le piace? Cosa desidera? Cosa teme? Qual è il momento in cui l’hai vista davvero felice? Cosa vuoi farle provare? Queste domande servono a concentrare l’attenzione su chi riceverà il dono senza farti distrarre dalle mille proposte on-line e offline.

3. Sensorialità. Un regalo deve essere percepito dal cervello per essere apprezzato e ricordato. Oltre il 45% del cervello elabora informazioni provenienti dai 5 sensi. Scegli un dono sensoriale: un regalo si tocca, si annusa, si mangia, si guarda, si ascolta. Evita tutto quello che è ‘intangibile’. Se regali un viaggio, dai concretezza al dono, ad esempio stampando le foto dei luoghi che si visiterà.

4. Esperienza. Lega sempre quello che regali a qualcosa che si potrà fare. Il cervello umano non ricorda gli oggetti ma le esperienze che vive grazie ad essi. Un biglietto di un concerto è carta stampata, ma consente di ascoltare dal vivo il tuo artista preferito. Una cena in un posto esclusivo vale per il fatto di essere condivisa e raccontata. Quindi, insieme al regalo, fai visualizzare alla persone l’esperienza che potrà vivere.

5. Il budget (a Natale) non conta. Se non hai un grande budget, la cosa deve tranquillizzarti. Non esiste nessun legame tra il valore di un regalo e il tasso di felicità di chi lo riceve. Il cervello è totalmente irrazionale, il dono attiva le aree limbiche, ovvero la centralina emotiva. Quindi, puoi farti ricordare e apprezzare indipendentemente dalla cifra che spendi. Il budget a Natale non conta.

6. Biglietto. Più che il regalo, conta cosa scrivi nel biglietto che lo accompagna. Inizia sempre con “Ciao xxx, ho deciso di farti questo regalo perché…”. La parola “perché” è un termine magico per il nostro cervello. Rimanda all’idea che qualcuno ci abbia pensato, ci emoziona, dà un significato al dono. Scrivi personalmente a penna il biglietto che regali, mai al pc. Crea una storia al tuo regalo, così sarà indimenticabile. A pochi euro trovi la pallina ‘nothing’: è vuota per chi ha già tutto, da abbinare a un biglietto.

7. Rituale di consegna. Inventa un modo diverso di consegnare il regalo. Anticipalo. Posticipalo. Nascondilo in un posto inusuale. Mimetizzalo così da aumentare la sorpresa. Fallo cercare come una caccia al tesoro seminata di indizi. Il cervello ricorda quello che è atipico e inusuale. Il cervello ricorda la ricerca, in cui il regalo è il punto di arrivo di un’azione. Ricordati sempre, infine, che il segreto a Natale è divertirsi.