Il ricatto sui migranti in Usa

9

Washington, 4 lug. (AdnKronos/Washington Post) – Gli agenti dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement, l’anti-immigrazione diventata il braccio armato della politica anti-immigrati di Donald Trump, stanno offrendo ai genitori il ricongiungimento con i figli sottratti al momento dell’arresto se firmano un documento per la deportazione volontaria. E’ la denuncia fatta ai media americani dalle associazioni per i diritti civili i cui avvocati stanno offrendo assistenza legale alle migliaia di famiglie separate dalla politica di tolleranza zero.

E l’American Civil Liberties Union ha chiesto all’amministrazione Trump di smettere di distribuire ai migranti detenuti un modulo in cui si presentano solo due alternative: o essere riuniti con i loro figli prima di lasciare il Paese o essere deportati senza di loro. Per ottenere il congiungimento ai migranti viene detto che devono accettare il rimpatrio definitivo, rinunciando così alla richiesta di asilo.

Questo, affermano dalla Aclu e dalle altre associazioni, in contrasto con la sentenza del 26 giugno del giudice federale in cui è stato imposto all’amministrazione il ricongiungimento delle famiglie entro 30 giorni, 14 nel caso dei bambini sotto i cinque anni. La sentenza impone anche che tutti i genitori, a molti dei quali non è stato detto per giorni dove si trovassero i figli, venga permesso di parlare con i propri figli entro questo venerdì. Il giudice infine ha vietato all’amministrazione di deportare i genitori senza i figli, a meno che questi non lo accettino volontariamente.

“Sentiamo di persone alle quali è stato detto che non possono chiedere asilo e riavere i propri figli”, ha detto Gracie Willis, legale del Southern Poverty Law Center. L’Ice si è difesa affermando che il modulo è solo per i migranti per il quale è già scattato l’ordine di deportazione, “non ha niente a che vedere con chi ha ancora la procedura per l’asilo in corso”, ha detto una portavoce.

Willis invece parla di almeno quattro genitori, che non hanno ancora l’ordine di rimpatrio, ai quali è stato presentato questo modulo che non hanno voluto firmare. “Per loro è fonte di confusione, potrebbe essere una situazione coercitiva, sicuramente fuorviante”, ha aggiunto l’avvocato. “La sentenza parla chiaro, i genitori devono riavere i propri figli senza che questo sia subordinato alla rinuncia di fare ricorso contro la deportazione”, le ha fatto eco Lee Gelernt, legale della Aclu.