Il Salone europeo della blue economy e l’importanza di una corretta informazione

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In foto Willem Van EE

Da giovedì 18 a sabato 20 novembre l’Emilia-Romagna e la città di Ferrara sono state protagoniste europee della Blue economy con l’evento fieristico SEALOGY, il salone europeo che ha portato negli spazi della Fiera di Ferrara il meglio della Blue economy, come relaziona Domenico Letizia; un fenomeno caldeggiato anche dall’Ambasciatore dei Paesi Bassi Willem Van Ee in una sua recente relazione. Ricerca, innovazione, energia, cantieristica, nautica, ricerca scientifica, tutela della biodiversità marina e mercato ittico tra i numerosi temi trattiti. Inoltre, la produzione ittica della vallicoltura di Comacchio, la cucina di mare secondo Pellegrino Artusi e la tradizione della molluschicoltura nel Delta del Po sono stati i temi “seafood” che hanno rappresentato il centro delle tre giornate che hanno visto il susseguirsi di seminari, laboratori didattici, talk, degustazioni a tema e incontri con i massimi esperti e i testimonial del mondo della pesca e acquacoltura. Le oltre 80 iniziative convegnistiche hanno visto la partecipazione di 380 relatori di caratura internazionale e di rappresentative della Commissione europea, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del Ministero della Transizione Ecologica, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché di organizzazioni professionali nazionali ed europee, tecnici, esperti, ricercatori e stakeholders. Un successo oltre ogni aspettativa, con 3250 presenze registrate e 845 partecipanti online per i convegni in forma ibrida, 20 paesi UE rappresentati, di cui 8 extraeuropei e varie Regioni della penisola, tra le quali la Regione Emilia-Romagna con uno stand molto partecipato oltre a Campania, Marche, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.Un lavoro immenso che ha visto un grande impegno da parte dell’Ufficio Stampa di SEALOGY, quest’anno, diretto e coordinato da Domenico Letizia, giovane giornalista casertano, manager della comunicazione, esperto di tematiche legate al mare, al marketing territoriale e all’internazionalizzazione delle imprese. Con Domenico Letizia, cerchiamo di capire l’importanza di SEALOGY e della diffusione delle potenzialità della blue economy.

Il successo di SEALOGY. Cosa puoi dirci sui lavori del Salone della Blue Economy del 2021?

Un successo oltre ogni aspettativa, con 3250 presenze registrare, 20 paesi Ue rappresentati, 8 extraeuropei e l’intera penisola con istituzioni, enti e imprese provenienti da tutte le regioni del bel paese. Tra i tanti argomenti affrontati a SEALOGY, gli approfondimenti sulle tecnologie marine, gli investimenti blu, la transizione energetica ed il focus sul seafood a 360° ma anche la massiccia presenza delle giovani start up che sono state le vere protagoniste di questa edizione, inaugurata dal Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Francesco Battistoni, l’Assessore emiliano Alessio Mammi, l’assessore al Turismo del Comune di Ferrara Matteo Fornasini e Magdalena-Andreea Strachinescu, Capo Unità A1 Dg Mare della Commissione europea. Tematiche come la resilienza, l’utilizzo delle specie aliene marine per il consumo umano piuttosto che l’allevamento delle alghe o l’acqua di mare ad uso alimentare sono state le innovazioni più discusse e attenzionate nel quartiere fieristico di Ferrara. L’ultima giornata è stata dedicata ai network nazionali ed europei, ed i particolare ai driver dello sviluppo locale di tipo partecipativo (Clld – che nelle comunità costiere sono meglio conosciuti come Flag) con la conclusione delle tre giornate di lavoro dell’VIII Seminario della Rete Nazionale dei Flag, cui hanno partecipato oltre 80 delegati, tra Flag, Organismi intermedi e Autorità di Gestione e che ha visto impegnato il nutrito gruppo della rete in visite guidate nelle aree produttive della costa a Goro e Comacchio, oltre ai lavori svolti al Salone della Blue Economy.

Nutrita anche la presenza delle istituzioni europee. Possiamo approfondire?

Durante l’evento fieristico si è riunita la rete del Network Europeo Farnet, l’unità di supporto della Commissione europea che si occupa dell’animazione, valorizzazione e disseminazione dei risultati, delle buone pratiche e delle azioni partecipative lungo le coste di tutta Europa a favore dei 348 Flag attivi nel 2021.L’evento, conclusosi a tarda sera dell’ultimo giorno fieristico, ha visto la presenza di 70 delegati di 16 progetti provenienti da 10 paesi europei, coinvolti nell’attività partecipata di scambi dinamici e che, grazie alle loro iniziative, hanno contribuito alla costruzione di comunità costiere più resilienti. Le best practice hanno spaziato da quelli che rafforzano il capitale sociale, a quelli che posizionano meglio le loro comunità per adattarsi ai cambiamenti climatici o resistere agli effetti delle diverse crisi, come l’emergenza sanitaria, dimostrando come le associazioni, le imprese e gli individui locali si stanno innovando per costruire un nuovo futuro sostenibile per le loro comunità.

Quali sono state le reazioni degli organizzatori istituzionali ai lavori di SEALOGY?

Molto soddisfatto Andrea Moretti, presidente di Ferrara Fiere Congressi, che ha sottolineato, assieme alla project manager Alessandra Atti, come questa manifestazione fieristica sia “frutto di un lungo lavoro che ha permesso di posizionare il Salone della Blue Economy nel panorama internazionale e divenire ‘Hub di lancio delle innovazioni nella Be”. “In questi mesi abbiamo costruito un ricco evento che ha riscosso un grande interesse non solo tra gli addetti ai lavori e tra gli stakeholders dei diversi settori che compongono la Blue Economy ma anche tra il pubblico in generale e tra i tantissimi giovani che vedono SEALOGY come un grande contenitore di informazioni e di opportunità”, ha recentemente ribadito Andrea Moretti.

Anche l’innovazione della filiera ittica al centro dei lavori di SEALOGY. Qualche esempio?

Ricordo con molta curiosità il progetto “Smart Goro”, con al centro la formazione e la cooperazione internazionale che ha visto una delegazione dei soci del Co.Pe.Go – Consorzio Pescatori di Goro recatasi in visita a Yerseke, importante realtà dei Paesi Bassi, dove la produzione di cozze e ostriche ha metodi innovativibasati sulla digitalizzazione dei processi di analisi della qualità del prodotto e della commercializzazione. Le attività del Co.Pe.Go. e delle istituzioni amministrative di Goro stanno consentendo agli operatori del settore di perfezionare ulteriormente la coltivazione, la raccolta, la commercializzazione del settore e le attività di marketing territoriale, rendendo la realtà ittica e il territorio del Comune di Goro un caso studio meritevole di estrema attenzione da parte di tutti gli operatori della pesca, dalle società di consulenza e dagli analisti interessati ai progetti di promozione territoriale delle piccole comunità attraverso la pesca. Inoltre, ricordo anche il progetto BAPSI, analizzato durante i lavori fieristici. Il progetto BAPSI nasce dalla consapevolezza della diffusone costante dei prodotti ittici in tutto il mondo e dalla necessità di rispondere a tali consumi con sostenibilità, formazione e cooperazione tra le varie strutture del mondo ittico. I professionisti che lavorano nel settore del mare devono essere dotati di competenze tecniche e scientifiche in tema di sostenibilità e pesca e una mancanza di connessione tra l’industria e l’istruzione, degli alunni delle scuole, dei paesi europei è stata identificata come una causa della mancanza di conoscenze condivise per il mondo ittico e per le future prospettive in tema di sostenibilità del settore e rispetto del mare e degli oceani.  Il progetto BAPSI, con il protagonismo di Assoittica Italia, mira a promuovere un dialogo proficuo tra il settore industriale della pesca e la formazione, al fine di rispondere alla necessità dei professionisti di essere costantemente formati e attrezzati coerentemente con le esigenze del settore. L’idea progettuale mira a mettere insieme i rappresentanti diretti del comparto industriale della pesca, gli enti accademici e di ricerca, potenziare figure professionali ibride, dotate di precise competenze richieste dall’industria ittica, senza dimenticare la necessaria preparazione in tema di sostenibilità ambientale e valorizzazione del mare. Il Progetto Europeo BAPSI (Blue Academy for Professionals of the Seafood Industry) sta sviluppando sinergie, cooperazione e formazione comune tra Italia, Spagna e Portogallo ed è stato cofinanziato dal programma EASME dell’Unione europea.

Al centro di SEALOGY anche la Regione Campania. Quali sono state le eccellenze promosse? La Campania ha partecipato all’importante appuntamento fieristico con un proprio spazio espositivo al Padiglione 3, dove sono state presentate alcune eccellenze tra gli operatori del settore ittico regionale. Il giorno 18 novembre si sono svolti anche due convegni tecnici e un panel test sulla “Colatura di Alici di Cetara” primo prodotto trasformato ittico italiano ad ottenere il riconoscimento del marchio DOP dalla Commissione europea. L’evento fieristico è stato per la Campania un’occasione strategica per promuovere i prodotti campani della pesca e dell’acquacoltura ad un vasto pubblico, offrendo opportunità commerciali e di incontro, creando occasioni di sviluppo della conoscenza e dell’apprendimento smart, anche attraverso gli incontri e le conferenze che si sono svolte, stimolando momenti di scambio, confronto e condivisione di esperienze, innovazioni e buone pratiche con gli altri attori italiani ed europei, incentivando i consumi dei prodotti ittici nel pieno rispetto della tutela e salvaguardia dell’ecosistema marino e dello sviluppo sostenibile.