Il sovrintendente e direttore artistico del Teatro di San Carlo Fulvio Adamo Macciardi ha presentato alla sede della Stampa Estera a Roma la stagione 2026-2027, la prima del suo mandato, illustrando un progetto che accompagnerà il teatro napoletano verso il tricentenario del 2037.
“È un grande onore essere alla guida dell’istituzione musicale più antica d’Italia e sicuramente tra le più antiche d’Europa, il più antico grande teatro ancora in attività”, ha detto Macciardi, ricordando la storia del San Carlo e citando Stendhal, che definì il teatro napoletano come una realtà senza paragoni in Europa.
“La mia idea è cominciare dieci anni prima del trecentesimo anniversario – ha spiegato il sovrintendente -. Sarà un racconto, una storia, una programmazione che mette al centro le radici, il senso e la storia di questo teatro”.
Le radici napoletane e il percorso verso il 2037
Il progetto punta a valorizzare il legame tra il San Carlo e la tradizione musicale napoletana, ricordando la funzione originaria del teatro, voluto dal sovrano per celebrare le glorie della musica napoletana e richiamare a Napoli i grandi compositori europei.
L’inaugurazione della stagione, il 2 dicembre, sarà affidata a “Luisa Miller” di Giuseppe Verdi, opera scelta perché composta su commissione del Teatro di San Carlo. Negli anni successivi il percorso proseguirà con titoli legati alla storia dell’istituzione e ai compositori che ne hanno segnato l’identità, da Donizetti a Rossini.
Uno dei filoni principali sarà dedicato al Settecento napoletano, un ambito che, secondo Macciardi, “può essere analizzato secondo moltissime declinazioni” e che rappresenta una delle linee musicali più importanti sviluppatesi attorno al teatro. In questo quadro rientrano il recupero di opere di Giovanni Paisiello e di Donizetti, con l’obiettivo di riportare sul palcoscenico titoli meno frequentati.
Regia italiana e nuove produzioni
Sul piano artistico Macciardi ha annunciato una particolare attenzione alla regia italiana: “Quasi tutti i registi di questa stagione sono italiani. Voglio dare attenzione alla regia italiana, che ha molto da dire nel mondo della lirica”.
L’intenzione è coinvolgere anche artisti provenienti dal teatro di prosa, capaci di proporre nuovi punti di vista nell’interpretazione del repertorio operistico.
Tra le nuove produzioni figura “Aida”, destinata anche a una tournée in Giappone. “Andremo per due settimane in Giappone portando proprio questa Aida”, ha spiegato Macciardi, annunciando anche una versione più agile dell’allestimento per favorirne la diffusione internazionale.
Spazio anche alla musica contemporanea con la prima commissione del mandato del sovrintendente, affidata ad Alessandro Solbiati, chiamato a lavorare su un’opera incompiuta di Claude Debussy. “Credo che uno dei significati dei nostri teatri sia anche occuparsi di musica nuova e proporla in una maniera interessante”, ha sottolineato Macciardi.
Sinfonica, cameristica e balletto
Il cartellone prevede riprese storiche, nuovi allestimenti e il ritorno di importanti direttori d’orchestra. Daniel Oren inaugurerà sia la stagione lirica sia quella sinfonica, mentre il programma sinfonico renderà omaggio a Ludwig van Beethoven nel bicentenario della morte del compositore.
“In un momento di tragedia come questo, credo che la Nona Sinfonia possa essere un segnale importante che viene dato dalla storia del teatro più antico d’Italia”, ha dichiarato Macciardi.
Il sovrintendente ha inoltre annunciato il rafforzamento della stagione cameristica, costruita attorno a un percorso dedicato a Beethoven, e il rilancio del balletto stabile del San Carlo.
“Siamo uno dei pochissimi teatri in Italia ad avere un corpo di ballo stabile. Portiamo con noi la scuola di ballo più antica d’Italia, una tradizione veramente importante che vogliamo valorizzare ulteriormente”, ha concluso.






































