Il sentiero dell’innovazione aperta e il patere degli antichi romani

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C’è un male che tanto profondamente si è radicato nel corpo sociale del Bazar. Il suo nome è ‘qualcosa ci sta accadendo’. Proprio così, la gente del Bazar concepisce il futuro come ‘qualcosa che accade a noi, non qualcosa che noi creiamo’.
Il futuro è imperscrutabile, ambiguo, e aperto a tutte le alternative. Una mossa importante di un concorrente, o una nuova tecnologia, a volte è tutto quello che serve per segnare il declino di un impero determinato a far crescere le proprie fortune rapidamente, premendo sul pedale dell’acceleratore. Se il vostro business attuale è come un giardino curato nei minimi dettagli, con letti puliti e alte mura, questo non basta. La prossima opportunità (o minaccia) si può trovare al di fuori di quelle mura, all’incrocio disordinato di settori e mercati.
L’innovazione aperta è un sentiero che ci riporta agli antichi romani che con il verbo patere intendevano dire “Io sono accessibile”, “Io sono esposto” all’immaginazione, all’esplorazione, alla sperimentazione e alla creazione. È lungo questo sentiero a forma di spazio aperto che i viandanti creano o vanno in cerca di opportunità, e trovano soluzioni per problemi difficili o contorti.
L’innovazione aperta è lo spirito del tempo che viviamo, contraddistinto dall’enfasi posta sulle più ampie possibilità d’accesso a nuove conoscenze e risorse, e alla loro traduzione imprenditoriale. Ne emerge una cultura ibrida arricchita da un canone di opzioni che rispecchia i diversi aspetti dell’innovazione aperta. Tra questi, l’altruismo merita di essere preso in considerazione, e con esso l’apertura alla sperimentazione con soluzioni anche irrituali e non prescrittive.
Sperimentare in un ambiente d’innovazione aperta significa essere focalizzati sull’esplorazione anziché sullo sfruttamento dell’esistente. Gli sperimentatori cercano di tenere bene in mente il grande quadro e guardano con diffidenza all’eccesso di efficienza e ottimizzazione. Di conseguenza, si sforzano di scoprire nuovi orizzonti e, quindi, tentano di tracciare percorsi inediti. Gli sperimentatori si rendono conto che l’obiettivo non è inseguire un orizzonte fisso, ma capire quando e come l’orizzonte si sposta al loro avvicinarvisi. Così operando, gli sperimentatori sfidano le forze gravitazionali dello status quo. Resistendo alla sindrome del “successo come al solito”, esplorano tecnologie emergenti e nuovi modelli di business. Questa prospettiva li aiuta a promuovere modi non convenzionali di pensare e risolvere determinati problemi.