Il sistema sportivo italiano tra business, innovazione e sviluppo economico

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Foto di luciana555 da Pixabay

Lo sport è sicuramente un intrattenimento in Italia, ma non solo. Negli ultimi dieci anni ha subito una trasformazione diventando parte positiva per l’economia italiana. Impianti sportivi e grandi club, ma anche in realtà territoriali più piccole, favoriscono una migliore socialità e lo sviluppo delle infrastrutture.

I dati più recenti, condivisi a gennaio 2025, mostrano un comparto in espansione e integrato. Analizziamoli in modo più approfondito insieme.

Quanto vale lo sport in Italia?

Nell’economia italiana il contributo dello sport genera una filiera capace di superare i 24 miliardi di euro, per questo incide oltre l’1% sul prodotto interno lordo nazionale. La crescita negli ultimi anni è stata più dinamica e probabilmente favorita proprio dal digitale e dallo sviluppo di novità.

Il settore include una pluralità di attività: dalla pratica sportiva vera e propria alla gestione degli impianti, dalla produzione di beni e servizi alla formazione, passando poi per merchandising, scommesse e slot online con grafiche a tema o ancora la vendita di biglietti per eventi e partite.

Il legame tra gioco online e sport

Molte persone possono pensare, erroneamente, che il settore dello sport e quello del gioco digitale siano distanti… ma si tratta di un errore. Il betting e l’igaming in Italia muovono un valore d’affari complessivo superiore ai 160 miliardi di euro, tanto da essere tra i mercati più floridi in tutta Europa. Le scommesse sportive guidano il sistema, con una raccolta capace di superare i 16 miliardi di euro con il calcio al centro di tutto.

Anche le slot online contribuiscono all’economia sportiva. In che modo? Oltre ad alcune con design specifici che richiamano nelle grafiche il calcio, il tennis o altre discipline, si affiancano ai brand come sponsor. Sostengono club, eventi e fanno investimenti nella comunicazione sportiva.

Crescono l’occupazione e gli investimenti

Tra gli aspetti più rilevanti c’è il legame con il lavoro. Mentre nel Bel Paese e in Europa si parla di crisi, qui si nota una crescita sostanziale. Ad oggi sono oltre 400.000 le persone occupate nelle vesti di allenatori, istruttori, dirigenti, addetti agli impianti, marketing e non solo.

Di pari passo aumentano anche il numero dei praticanti. Più di 6 italiani su 10 svolgono almeno un’attività, con una crescita soprattutto tra i ragazzi dai 6 ai 17 anni. Il numero più alto di iscrizioni si registra nel calcio ma nell’ultimo anno, grazie al fenomeno Sinner, sono aumentati gli allievi di tennis.

Inevitabile sottolineare come diventi anche uno strumento di coesione e riduzione delle diseguaglianze. La promozione dell’attività fisica, l’integrazione con scuola e sanità e soprattutto le dinamiche studiate fin da piccoli per creare un legame di squadra favoriscono un impegno sociale ben strutturato.

Se aumentano i guadagni è importante sottolineare come parte di questo capitale venga reinvestito. Sono stati realizzati nuovi impianti, vengono riqualificati quelli già esistenti e si seguono nuovi corsi di aggiornamento per proporre tecniche all’avanguardia.

Possiamo dire con certezza che il settore sportivo in Italia è davvero rilevante nel bilancio economico nazionale e ad affermarlo sono proprio i dati di cui abbiamo parlato. E per il 2026? Le osservazioni parziali mostrano segnali positivi, ma dobbiamo attendere gennaio con i nuovi report per informazioni più dettagliate.