Il sottosegretario Porzio: Antiracket, adottiamo il modello Ercolano

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In foto Ciro Buonajuto

Il lavoro delle associazioni antiracket è «complesso» e «molto importante» e altrettanto lo è «l’attività che viene svolta dalle vittime che si fanno associazione». Lo ha detto il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Annapaola Porzio al convegno «I processi dell’antiracket» ad Ercolano (Napoli), una città che è diventata un modello grazie alla denuncia dei commercianti alle estorsioni che per anni sono state imposte dai clan di camorra e al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. «Secondo me c’è un qualcosa in più in questo ‘assetto di volontariatò, in questo essere parte di un insieme di persone che hanno subito lo stesso affronto e che hanno capito che insieme si può. Non è facile giungere ad una testimonianza perché la sofferenza che c’è dietro è molto forte e l’ho capito conoscendo qualcuno di voi, frequentandovi da mesi» ha spiegato Porzio. «Ringrazio chi ad Ercolano ha fatto e fa tuttora questo meraviglioso lavoro, chi ha avuto il coraggio civico di aver denunciato e aiuta gli altri a farlo. E alla fine, credo, questa testimonianza sta nel cuore del significato dell’antiracket: avere la voglia di essere nuovamente persone libere, di poter fare la propria attività e vivere con le proprie famiglie in serenità ma anche aver la voglia di creare intorno a sé la società civile, quella che è fatta di consapevolezza, la voglia di vivere una vita serena e consentirla anche a chi ci sta vicino. A tutti voi dico sfruttiamo questo modello Ercolano perché essere società civile vuol dire anche convincere gli altri, quelli che ancora non sono convinti, a esigere da tutti noi anche questa parte di vita». Al tavolo dei relatori il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, il coordinatore regionale Fai Pasquale Del Prete, il presidente nazionale Fai Luigi Ferrucci, la responsabile dell’ufficio legale Fai Roberta Rispoli, il presidente onorario Fai Tano Grasso, il procuratore aggiunto della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli.