“Il Mezzogiorno sta vivendo una stagione di cambiamento importante. Crescita, occupazione, nuove imprese, investimenti e capacità di competere sui mercati internazionali raccontano un Sud diverso, che sta tornando a esprimere fiducia, ambizione e opportunità”.
È quanto ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenendo al panel _“Le Istituzioni dialogano per il Sud”_, nell’ambito dell’evento _“Il diritto a restare in un territorio che cresce”_, organizzato da Quater Srl a Capo d’Orlando, in provincia di Messina.
“Per troppo tempo abbiamo avuto una rappresentazione del Sud legata quasi esclusivamente ai suoi ritardi. Oggi quella narrazione deve misurarsi con una realtà che sta cambiando. Il Governo Meloni sta lavorando per accompagnare questa trasformazione e creare le condizioni perché il Mezzogiorno possa crescere, attrarre investimenti e offrire nuove opportunità. Il Sud non chiede assistenza: chiede strumenti per crescere e competere”, ha aggiunto Sbarra.
Nel corso dell’intervento sono stati richiamati alcuni dei principali indicatori della trasformazione in atto: tra il 2022 e il 2025 il PIL del Mezzogiorno è cresciuto più della media nazionale, una dinamica che le prime stime confermano anche per il 2026; aumenta la natalità d’impresa con un saldo positivo di 11.100 unità, pari a più di un terzo del dato nazionale. Nel secondo trimestre 2026 il tasso di occupazione ha raggiunto il 51,1% nuovo record dall’inizio delle rilevazioni mentre dall’inizio del Governo Meloni sono stati creati circa 500.000 posti di lavoro nel Mezzogiorno.
Sul fronte degli investimenti, attraverso gli strumenti della ZES Unica, negli ultimi due anni sono stati attivati circa 22,1 miliardi di euro di investimenti privati, con un impatto economico complessivo di circa 60 miliardi di euro e 73.000 ricadute occupazionali.
“Il nostro obiettivo è fare in modo che questa crescita economica possa tradursi in opportunità per i giovani, che possano trovare nel Mezzogiorno le condizioni per formarsi, lavorare e costruire qui il proprio futuro. Perché partire deve essere una scelta e non una necessità. Il nuovo Mezzogiorno non ha bisogno di essere inventato. Ha bisogno di essere raccontato per quello che è: un territorio che sta cambiando e che deve tornare a offrire ai suoi giovani la possibilità di scegliere dove costruire il proprio futuro”, ha concluso Sbarra.







































