Il Sud che non si arrende: Sele d’Oro, ecco i vincitori

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Volti e avventure di un Sud diverso, un Mezzogiorno che lotta orgogliosamente per produrre ricchezza, sostenere valori, tessere legami sociali efficaci. È la parte positiva di un meridione che resta in Volti e avventure di un Sud diverso, un Mezzogiorno che lotta orgogliosamente per produrre ricchezza, sostenere valori, tessere legami sociali efficaci. È la parte positiva di un meridione che resta in piedi quella celebrata, anche per il 2014, dal Premio Sele d’Oro che annuncia i suoi vincitori nella cornice di una trentesima edizione colma di appuntamenti, riflessioni, spunti per orizzonti di sviluppo inediti. Eccellenze e belle storie omaggiate nell’entroterra salernitano, ad Oliveto Citra, grazie alla selezione di una giuria composta da docenti, economisti e giornalisti, presieduta da Amedeo Lepore, docente della Seconda Università di Napoli e della Luiss di Roma. Numerose le sezioni. I premi speciali vanno a Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, “per l’avvio di una specifica elaborazione, nell’ambito del suo ruolo attuale di governo, per una strategia e misure concrete volte alla crescita economica del Mezzogiorno”; Alessandro Barbano, direttore del Mattino per “il suo impegno tenace a favore della cultura e dell’economia meridionali”; Vincenzo Boccia, presidente del Comitato Tecnico Credito e Finanza di Confindustria, per “la sua attività di promozione di una nuova cultura dell’impresa, soprattutto nel Mezzogiorno, e per la sua opera a favore della piccola e media impresa”. Riconoscimenti anche a Giuseppe Soriero per “la sua duratura e radicata attività a favore del Mezzogiorno, nei diversi ruoli istituzionali e culturali ricoperti” e a Giovanna Greco per “aver svolto attività di ricerca in campo archeologico”. Riflettori accesi sui giovani grazie alla sezione “imprenditoria giovanile” che premia la cooperativa “La Paranza” di Napoli e uno dei suoi più appassionati promotori, don Antonio Loffredo. Per la sezione saggi riconoscimento ex aequo a Emanuele Felice per l’opera “Perché il Sud è rimasto indietro” e Paolo Savona e Giovanni Farese per il libro “Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l’ascesa della cultura dello sviluppo in Italia”. Un premio particolare, il Bona Praxis, è andato, invece, a Vinicio Capossela per “aver ideato e diretto il Calitri Sponz Festival, un evento di cultura avanzata e popolare di elevata levatura”. Stasera la consegna dei riconoscimenti in programma nel paesino del salernitano.