Il Teatro San Carlo lancia l’Accademia del belcanto: in 300 da tutto il mondo alle audizioni,12 selezionati

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(foto da facebook)

Il San Carlo apre le porte ai giovani provenienti da diverse parti del mondo per formare i talenti del futuro. È la sfida lanciata dal Massimo napoletano con l’Accademia per cantanti lirici, fortemente voluta dal sovrintendente Stephane Lissner. Alle audizioni si sono presentati in 300, non solo italiani, e sono stati selezionati in 12 per perfezionarsi nell’arte del belcanto. In questi giorni gli allievi hanno cominciato le lezioni con una docente e testimonial d’eccezione, il soprano Mariella Devia, considerata tra le migliori vocaliste della scuola di canto italiana contemporanea. Gli ammessi al biennio 2021-2023 arrivano da Napoli e dalla Campania, ma anche dalla Cina, dal Giappone, da Cuba e dall’Est Europa. Gli aspiranti cantanti lirici hanno tutti conseguito un diploma al Conservatorio e qualcuno di loro ha già avuto qualche esperienza in teatro. Il programma di studi prevede lezioni per otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Le attività sono incentrate sul repertorio del ‘700 napoletano e del Belcanto e si propongono di garantire la trasmissione della tradizione lirica italiana alle nuove generazioni.
“In questa fase è importante fare un lavoro tecnico, indipendente dal repertorio musicale, per correggere i difetti e consentire ai ragazzi di potersi cimentare su tutta la musica”, spiega Devia, che si dice “onorata e felice” per il ruolo che le è stato offerto. “Proverò a trasmettere ciò che ho imparato in anni di carriera – aggiunge – perché l’esperienza del palcoscenico insegna molto. Spero di riuscire a plasmare questi ragazzi. Le qualità ci sono, per alcuni c’è il problema della lingua e della corretta pronuncia, che è molto importante”. Lissner ricorda che un teatro pubblico come il San Carlo ha una missione fondamentale, “la trasmissione verso il pubblico e verso i giovani, che è una nostra responsabilità. Non posso immaginare il San Carlo senza un’accademia. Oggi il teatro non può più aspettare le persone che comprano il biglietto, dobbiamo andare noi verso la città e l’accademia va in questa direzione”. Guardando al futuro, il sovrintendente non nasconde il suo sogno: “Sarebbe bello, al termine del biennio, portare sul palcoscenico del San Carlo un’opera del ‘700, che rappresenta un momento fondamentale nella storia della musica”. Il coordinatore dell’area artistica e direttore casting, Ilias Tzempetonidis, sottolinea la disponibilità mostrata da Devia, che sarà presente in accademia per tre giorni alla settimana, e auspica che il San Carlo diventi “una casa per accogliere tutti coloro che finora erano costretti ad andare in altre città d’Italia o del mondo”. “Ora c’è tanto lavoro da fare – precisa – ma quando saremo pronti abbiamo in mente tanti progetti, tra cui anche degli scambi con teatri importanti, come la Scala, Parigi o San Pietroburgo”. In una seconda fase, anticipa Tzempetonidis, pensiamo a master specialistici per orientare i ragazzi verso un ambito particolare. “Abbiamo già la disponibilità di diversi cantanti che si esibiranno al San Carlo durante la stagione teatrale per tenere alcune lezioni agli allievi dell’accademia”, aggiunge il sovrintendente.