Il web al centro di tutto: informazione, intrattenimento ed acquisti

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Il web è al centro della nostra vita. Lo è nel mondo del lavoro, con il concetto di smart working che negli ultimi mesi si è evoluto ed ha interessato sempre più lavoratori. Il quadro è in evoluzione tra orientamento del Governo verso una legge leggera e ampliamento dello spazio della contrattazione e riorganizzazione delle aziende.

Secondo una recente indagine il 68% delle aziende e ha dichiarato che prolungherà le attività di smart working anche nella fase di ritorno ad una “nuova normalità”. Circa il 30%, inoltre, farà nuovi interventi organizzativi ispirati ai principi del lavoro agile. Tornando alla ricerca per il 58% lo smart working proseguirà anche nel 2021 mentre per il 26% finirà tra novembre e dicembre 2020. Rispetto al numero di dipendenti coinvolti per circa il 58% dei rispondenti il lavoro da remoto riguarderà un percentuale sul totale che oscilla tra il 50 e oltre il 90% della forza lavoro. Per oltre il 70% delle aziende saranno mediamente utilizzati tra i 2 e i 3 giorni a settimana per le attività in lavoro agile. Tra i maggiori vantaggi riscontrati: risparmio di tempo e costi di spostamento per i lavoratori (69%); maggiore soddisfazione dei dipendenti e miglioramento della vita in termini di work-life balance (64%); aumento della responsabilità individuale (46%).

Il mondo dell’informazione

Nel campo dell’informazione, poi, il web trova terreno decisamente fertile. Internet, infatti, è un canale informativo che trova i suoi punti di forza nella celerità e nell’immediatezza comunicativa, ma anche nella possibilità di essere fruibile su diversi dispositivi digitali garantendo alcune funzionalità tecnologiche come l’arricchimento dei testi con immagini, video e suoni, ma anche lo sfoglio veloce delle pagine, l’indicizzazione dei contenuti, l’ingrandimento del carattere dello scritto e la comparabilità veloce di diverse fonti informative.

La posta elettronica, i motori di ricerca e i social network si sono dimostrati sistemi informativi molto appetibili dagli internauti. Non a caso negli ultimi anni le maggiori testate giornalistiche hanno puntato molto sulla propria edizione digitale. La diffusione della categoria dei consumatori delle notizie in movimento soprattutto sui social network è probabilmente determinata dalla possibilità che tali sistemi danno alla partecipazione personale in un confronto immediato che certo la carta stampata non è assolutamente in grado di garantire se non con la cosiddetta “posta dei lettori” non sempre libera come lo sono i commenti immediati e personali sul web.

Il web e l’intrattenimento

Nel campo dell’intrattenimento sono tanti gli esempi di successo. Basti pensare, ad esempio, al successo dei social network oppure dei giochi online come i casinò con bonus senza deposito immediato ed ai vari giochi multiplayer.

Stando ai numeri a dicembre 2019 la piattaforma social preferita dagli italiani è stata YouTube che ha raggiunto 36,173 milioni di persone. Naturalmente la tv non lineare di Google non prevede registrazioni quindi è più accessibile rispetto, ad esempio, a Facebook.

Nello stesso mese il social network di Zuckerberg ha catturato 35,906 milioni di connazionali. Entrambi in leggero miglioramento, 2,7 punti, rispetto a 12 mesi fa.

Stabile in terza posizione Instagram che continua a crescere, ma ad un ritmo meno intenso del passato. Riesce a coinvolgere 27,073 milioni di italiani, 15,6% in più anno su anno.

Segue LinkedIn con un’audience di 18,781 milioni di persone (+13,5% in un anno). Un miglioramenteo di tutto rispetto che però, come vedremo, si accompagna ai soliti, irrisolti, problemi di permanenza sul sito.

Gli acquisti

Chiudiamo questo nostro excursus con il mondo degli acquisti online che negli ultimi anni ha fatto segnare numeri stratosferici. Secondo gli ultimi numeri raccolti da una società di statistica, l’80% degli acquirenti digitali italiani effettui, in media, almeno un acquisto tramite e-commerce al mese.

Secondo il report, i consumatori digitali italiani possono essere divisi in intensivi (20%, almeno un acquisto a settimana), abituali (80%, almeno un acquisto al mese) e infine sporadici (20%, un acquisto ogni trimestre o meno). Tale divisione mostra come il mercato e-commerce italiano sia dominato dagli acquirenti abituali: un e-consumer italiano su due acquista infatti online almeno una volta al mese, se non di più.

L’indagine demografica effettuata da Bilendi a febbraio 2020 ha rivelato come il 95% degli e-consumer italiani legge spesso test o guide all’acquisto. Il 92%, invece, legge spesso recensioni e opinioni di altri utenti. Il 69% è più propenso ad acquistare un prodotto se è disponibile la consegna presso un punto di ritiro mentre il 63% è disponibile ad acquistare presso un negozio online meno noto se è possibile risparmiare.