Ilaria Nardello alla guida del consorzio europeo Embrc-Eric. Collabora anche con la “Dohrn”

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in foto Ilaria Nardello

di Paola Ciaramella

C’è una ricercatrice italiana alla guida del 18° Consorzio per le infrastrutture di ricerca europee Embrc-Eric (European marine biological resource centre), istituito lo scorso 20 febbraio a Parigi. Ilaria Nardello, che con il suo lavoro contribuisce a colmare il divario tra la ricerca biologica marina e l’industria, è stata nominata direttore esecutivo del Centro europeo per le risorse biologiche marine, costituito da stazioni di biologia marina e istituti di ricerca della European Research Area. Membro fondatore e Ceo della Biomarine International Cluster Association, dal 2003 la Nardello ha vissuto tra Stati Uniti, Irlanda e Regno Unito. “Sono estremamente grata per l’opportunità di portare la mia ormai lunga esperienza internazionale nella gestione dei programmi e delle infrastrutture di ricerca e innovazione sulle risorse biologiche marine, per la realizzazione di un’iniziativa di interesse paneuropeo – ha dichiarato –. Questo nuovo progetto fornirà all’Europa una chiara leadership nella ricerca biologica e biotecnologica marina e sarà un pilastro fondamentale della Rivoluzione Blu”. Coordinatore del nodo italiano è la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli, con cui la ricercatrice ha collaborato: “Con la nomina della dottoressa Ilaria Nardello siamo di fronte ad un esempio illuminato di leadership italiana nel mondo, un modello di ricerca per lo sviluppo personale e un alto riferimento per le donne che aspirano a raggiungere i livelli direttivi di qualsiasi organizzazione”, ha detto il presidente della SZN, Roberto Danovaro. Il Consorzio è costituito da nove Paesi fondatori – Belgio, Francia, Grecia, Israele, Italia, Norvegia, Portogallo, Spagna e Regno Unito – che, a partire dal 2008, hanno investito una serie di risorse per il completamento della sua fase preparatoria, sostenuta anche dai finanziamenti dei programmi quadro di ricerca dell’UE 7 e 8 (H2020). Embrc mira a rispondere ad una serie di domande fondamentali riguardanti la salute degli ecosistemi oceanici, in un ambiente in constante cambiamento, proponendo, ad esempio, nuove soluzioni tecnologiche e aumentando l’attività di studio e monitoraggio ambientale marino. L’obiettivo è diventare un innovativo driver nello sviluppo delle biotecnologie blu a supporto della ricerca, i cui risultati saranno applicati come soluzioni sostenibili nei settori alimentare, sanitario e ambientale.