Immigrati, gli psicologi campani:
Pronti a sostenere i sopravvissuti

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L’Ordine degli psicologi della Campania si candida per offrire sostegno ai migranti sopravvissuti alle tragedie del mare e agli operatori coinvolti nei servizi di prima accoglienza L’Ordine degli psicologi della Campania si candida per offrire sostegno ai migranti sopravvissuti alle tragedie del mare e agli operatori coinvolti nei servizi di prima accoglienza e d’emergenza. La proposta è stata avanzata dal presidente dell’Ordine, Antonella Bozzaotra, in una lettera inviata al prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone, al presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, e al sindaco, Luigi de Magistris. Una scelta – si legge nella lettera – “resa ancora più urgente” dall’ultimo naufragio avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 aprile al largo del Canale di Sicilia, ma che tiene conto anche della frequenza con cui questi episodi si verificano. “L’ultima tragedia dei migranti avvenuta al largo del Canale di Sicilia – scrive Bozzaotra – per la gravità e per lo spaventoso bilancio delle vittime, riapre in maniera drammatica la ferita mai del tutto rimarginata sui cosiddetti viaggi della speranza e sulle condizioni alle quali sono sottoposti coloro che scappano da guerre, carestie e dittature. Anche in questa circostanza – aggiunge – gli uffici territoriali del governo e il Comune hanno dimostrato la propria sensibilità nel predisporre i primi interventi necessari e nel manifestare la disponibilità all’accoglienza dei migranti“. Un’emergenza che – secondo il presidente degli psicologi – non riguarda solo l’assistenza sanitaria al momento dello sbarco, ma “richiede un supporto più ampio, che tenga conto anche delle ferite psicologiche e dei drammi personali vissuti in patria, in particolare quando sono coinvolti dei minori“. Motivi per cui – prosegue Bozzaotra nella lettera – “l’Ordine degli psicologi della Campania, intende mettere a disposizione le proprie competenze per assicurare l’intervento psicologico a sostegno dei migranti, in collaborazione con i mediatori culturali, e degli operatori coinvolti nei servizi di prima accoglienza e dell’emergenza“.