Impegno: Regione, si volti pagina Ora un candidato della Fonderia

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Dieci proposte per rimettere in piedi la Campania: sono quelle della Fonderia delle idee del Pd che lo scorso week end ha riunito a Napoli iscritti Dieci proposte per rimettere in piedi la Campania: sono quelle della Fonderia delle idee del Pd che lo scorso week end ha riunito a Napoli iscritti e simpatizzanti in una tre giorni dedicata al confronto in vista delle prossime regionali. Tra i promotori dell’iniziativa c’è il deputato Leonardo Impegno che illustra al Denaro il progetto e le proposte racchiuse in quello che oramai è definito come un vero e proprio decalogo a disposizione del partito e della comunità. Onorevole, perché nasce la Fonderia? Perché serviva un luogo di confronto con la società, un luogo dove costruire insieme le risposte migliori alla grave crisi che attraversa la regione. Devo dire che, visto l’esito di questo primo confronto, la risposta della gente è stata eccezionale. Grande partecipazione, più di 2mila persone registrate, decine e decine di interventi. L’appuntamento è servito a riavvicinare al Pd tanti delusi dalla politica, a riaprire il dialogo col mondo dei giovani, ma anche con quello dei meno giovani, e a dimostrare che la città di Napoli ha tanta voglia di reagire al suo apparente declino. Tre giorni da cui è venuto fuori anche un decalogo. Di che cosa si tratta? Dieci punti in cui ci occupiamo di Industria proponendo il rilancio del comparto aeronautico, lo “sportello unico” delle start-up d’impresa, l’istituzione di zone a fiscalità di vantaggio; di Trasporti partendo dal completamento delle reti e dal rinnovamento del management aziendale; di Sanità con la revisione del sistema di riparto del fondo nazionale e l’individuazione di criteri oggettivi per la selezione dei manager. E poi ancora fondi europei, turismo, formazione, legalità, scuola, ambiente, decentramento… Tante proposte ma ancora nessun nome da opporre all’ormai certa candidatura del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Si è parlato degli europarlamentari Pina Picierno e Andrea , del ministro Andrea Orlando. In molti attendevano novità. E invece? Capisco la delusione ma mettiamoci d’accordo: quando il dibattito è fatto sui nomi si critica la mancanza di contenuti, quando invece si presentano proposte ci si lamenta dell’assenza di candidature. Il nostro obiettivo, ripeto, era quello di avvicinare Napoli e la Campania al Partito Democratico per selezionare una nuova classe dirigente. In tale ottica l’appuntamento della Fonderia può considerarsi un trampolino di lancio per tutti. Contatto con la società, programma, classe dirigente ma poi? Lei insiste sulle candidature e allora le dico sì, che è giusto e necessario individuare un candidato che incarni questo mondo, che rappresenti lo spirito stesso della Fonderia. Anzi, dirò di più, è importante individuarlo il prima possibile. Un candidato di area vuol dire “sì” alle Primarie. O ritiene ancora possibile il candidato unitario? Al momento disponibilità non ce ne sono e nulla mi fa pensare che questa seconda ipotesi sia praticabile. Oltretutto non mi appassiona affatto. Dico sì alle Primarie, perché le leadership emergono da competizioni leali e trasparenti. E le primarie lo sono? Lo sono soltanto se vengono vissute come momento di arricchimento e non in termini di contrapposizione. Ci si confronta sulle idee e chi vince diventa il candidato di tutto il partito. Eppure il pensiero di nuove primarie in Campania pare non stia facendo dormire sonni tranquilli a tanti dirigenti di partito a Roma. Del resto è facile ricordare le accuse a Cozzolino a Napoli, i ricorsi contro De Luca a Salerno. Non trova? Gli antidoti migliori a queste paure sono la trasparenza della competizione e il controllo sulle operazioni di voto. Se in passato a Napoli e in Campania ci sono stati veri e propri pasticci pagati, ahinoi, a caro prezzo, con durissime sconfitte, nulla dice che si debba sospendere la democrazia interna. Dagli errori occorre imparare. In realtà il Pd da anni non riesce a imporsi in Campania. Alle regionali del 2010, per esempio, contro Caldoro andò male a quel De Luca che oggi pare intenzionato a scendere nuovamente in campo. Ritiene il sindaco di Salerno un candidato vincente per la sfida all’attuale governatore? Il contesto di cinque anni fa in Campania era completamente diverso. Allora eravamo all’indomani della scandalo rifiuti ed erano evidenti i fallimenti di quel centrosinistra. Quindi? Il fatto di aver perso una volta contro Caldoro non preclude a De Luca né la ricandidatura né la vittoria. Semmai, se c’è una critica da muovere al sindaco di Salerno è quella di aver abbandonato troppo presto il Consiglio regionale. Avrebbe dovuto rimanere al suo posto e fare opposizione a Caldoro per l’intera consiliatura. Lei dunque non avallerebbe la sua ricandidatura? Saranno le primarie a decidere il candidato e stia pur certo che il vincitore, chiunque sarà, avrà tutto il mio sostegno. Intanto proprio lui e Bassolino, sono stati i più applauditi dal popolo della fonderia. Ma non si voleva rottamare il passato? Mi lasci passare la battuta: sono stati i più applauditi perché non ha parlato mio padre. Scherzi a parte, la loro capacità retorica non si discute. Al di là di questa, però, credo che serva altro. Per vincere le elezioni occorre in Campania una vera svolta.


Dieci proposte per rimettere in piedi la Campania 1 Industria • Additive manufacturing: stampa 3D • Rilancio industria aeronautica • Il progetto “sportello unico” delle start-up • Campania Capital: Regione “investitore” istituzionale • Biotecnologie e investimento dei giovani in agricoltura • Zone franche per la fiscalità di vantaggio 2 Trasporti • Completare rete trasporti abbattendo i costi (Linea 1 – Linea 6 Linee Ex SEPSA e ex Circumvesuviana) • Utilizzare le risorse rese disponibili per ricostituire il parco veicoli (treni, bus, tram) • Integrare il progetto della metropolitana regionale con elementi di smart mobility • Ripensare le relazioni industriali, sindacali e rinnovare il management nelle aziende 3 Sanità • Ripartire il fondo sanitario nazionale a favore delle regioni più povere • Integrare policlinici e strutture ospedaliere ordinarie • Stop tagli lineari premiando la meritocrazia di chi lavora meglio • Fuori la politica: primari e direttori per merito e non per conoscenze • Completare Ospedale del mare • Abolizione ticket 4 Turismo • Nuovo modello di governance • Policy pubblica, gestione pubblico/privato • Fare scelte di priorità: area siti UNESCO, Musei di Napoli • Narrazione sinfonica vs. comunicazione tradizionale 5 Sapere, formazione e innovazione • Formazione Digitale di Cittadini, Imprese, PA. • Campania Institute of Technology • Diritto allo studio e servizi per studenti • Innovazione e Semplificazione della PA • Community WiFi Regionale e Federata per cittadini/turisti • Banda Larga in tutte le scuole della Regione • Politica Attiva ed Integrata Regionale per Smart City 6 Legalità • Istituire un’Authority antimafia e anticamorra regionale • Mettere a sistema di sviluppo i beni confiscati • Rivedere le norme su trasparenza e anticorruzione: più efficacia e meno ostacoli burocratici 7 Scuola, Welfare e terzo settore • Rendere adeguata e inderogabile la quota capitaria per le politiche sociali • Social impact bond • Scuole aperte per tutti -> legge regionale scuola • Istituzione centri di formazioni interni agli istituti scolastici 8 Programmazione 2014•2020 • Macroprogettazione (basta parcellizzazione spesa) • Certezza dei tempi di attuazione (vincoli per i beneficiari) • Disimpegno e riprogrammazione • Precondizioni e valutazioni sugli impegni di spesa • Meccanismo premiale (più soldi a chi spende meglio) 9 Ambiente • Bagnoli: commissariamento, museo digitale, una spiaggia per Napoli • Rifiuti: superare il piano regionale rifiuti, politica di riduzione rifiuto a monte, sottrarre alle mafie l’economia dei rifiuti • Terra dei fuochi: analisi e risposte differenti per problema dei roghi e problema rifiuti sversati illegalmente; collaborazione con Unione Industriali per bonifiche (modello USA); salvaguardia agricoltura attraverso ricerca scientifica e stakeholder territoriali 10 La Regione delle Autonomie • Open data: tutti i dati della Regione online entro 6 mesi (accountability) • La Regione ente di programmazione e non di gestione: vero decentramento • La Regione amica dei cittadini e delle imprese: vera sburocratizzazione • Basta sprechi: le Partecipate da 42 a 5