Imprese, 122mila digital companies tricolore: Campania terza con l’8,6% del totale

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Viaggiano ad un passo più spedito delle altre, in media creano più occupazione e generano più ricchezza del resto delle imprese ma sono ancora poche le “digital companies” tricolore. Alla fine del terzo trimestre dell’anno, le imprese che operano nei settori digitali (dal commercio via Internet agli Internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web), hanno superato la soglia delle 122mila unità, pari solo al 2,3% del totale delle imprese italiane. E’ quanto emerge dai dati diffusi in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, in corso a Siracusa. A fronte di questa mini-rappresentanza in termini numerici, il digitale mostra tuttavia di possedere una fortissima vitalità rispetto al resto dei settori: dall’inizio dell’anno, infatti, il comparto è cresciuto del 2,4%, quasi quattro volte più della media delle imprese italiane (0,6%). Il 12,5% di queste attività sono guidate da giovani con meno di 35 anni ma, se si guarda alle aperture di nuove imprese intervenute dall’inizio dell’anno, la spinta che viene dai giovani a questo settore così strategico è ben più significativa: delle 6.330 iscrizioni rilevate tra gennaio e settembre, il contributo degli “under 35” sfiora il 35%.
Delle oltre 122mila digital companies, una su cinque (28.650) è in Lombardia, seguita da Lazio con il 13,5% del totale e Campania con l’8,6%. E’ però guardando alle nuove aperture che emerge l’interesse dei giovani del Sud, visto che il 50% sono in Calabria, il 46,7% in Basilicata, il 44,4% in Campania, il 42,3% in Puglia e il 40,6% in Sicilia. Sul fronte degli addetti, le regioni a più elevato ‘vantaggio occupazionale’ sono la Valle d’Aosta, dove la media degli addetti per impresa digitale è di 10,5 contro 4,2, il Trentino -Alto Adige (8 contro 5,4) e il Piemonte (6,9 contro 4,5). Guardando infine alle performance economiche, i bilanci delle società di capitale del comparto certificano la marcia in più del settore web con un valore della produzione cresciuto del 9,2% rispetto all’anno precedente, contro una media degli altri settori del 3,3% tra 2016 e 2015. Meno brillante ma significativo il gap a favore del digitale in termini di valore aggiunto: tra il 2016 e il 2015 le imprese dei ‘bit’ hanno registrato una crescita dell’8,6% contro una media del 6%, ‘bissando’ il risultato del biennio precedente (7,7% contro 5,8%).