Imprese: a Oikos Premio per innovazione con progetto White

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Roma, 8 mar. (Labitalia) – Oikos, azienda italiana attiva nella produzione di pitture e vernici ecologiche per l’edilizia, per il secondo anno ha ricevuto il ‘Premio imprese per innovazione’ grazie al suo ultimo progetto: White. Oikos è nata e cresciuta grazie a un’idea ben precisa: sostituire le tradizionali vernici chimiche con pitture e materie ecologiche, prive di sostanze nocive a tutela della salute dell’uomo e nel rispetto dell’ambiente, e grazie alla continua fiducia che i consumatori hanno riposto nei suoi prodotti.

“L’innovazione -dice, in un’intervista a Labitalia, il presidente di Oikos, Claudio Balestri- costituisce uno dei fattori principali di successo dell’azienda: negli ultimi 34 anni, attraverso investimenti in tecnologia e sviluppo, Oikos si è attestata come prima azienda al mondo ad aver eliminato la formaldeide, cancerogeno e quindi fortemente dannoso, e ad utilizzare materie di riciclo e scarto di altre lavorazioni, assicurando così la massima sostenibilità in tutta la filiera”.

“Le pitture ecologiche e prive di sostanze nocive -assicura- rispondono alle esigenze di un pubblico sempre più attento alle tematiche riguardanti la tutela dell’ambiente e della propria salute, il benessere è un interesse comune”.

E Oikos ha appunto ottenuto il ‘Premio imprese per innovazione’ grazie al suo ultimo progetto, White. “Questo premio -sottolinea Balestri- è una grandissima soddisfazione per Oikos. Dopo anni di attenta ricerca portata avanti con i più importanti architetti e studiosi del bianco, abbiamo raccolto in una collezione inedita 187 proposte di bianco per arredare le pareti e le superfici di tutti gli ambienti, garantendo aria sana da respirare”.

“Nel mondo delle pitture -chiarisce- il bianco viene spesso identificato come una semplice tinta piatta, opaca, satinata o lucida, che non offre le possibilità di una decorazione. Il concetto alla base di ‘White. Il bianco Oikos’ stravolge questa idea comune e dimostra che non esiste un bianco assoluto e neppure un modo di rappresentarlo”.