Imprese: Assofond, a Ecomondo per far conoscere comparto fonderie

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Rimini, 31 ott. (Labitalia) – Far conoscere il comparto delle fonderie italiane e mettere in luce il ruolo di queste imprese nell’ambito della transizione a un sistema maturo di economia circolare: è questo il senso della presenza di Assofond-Associazione italiana fonderie alla 22ma edizione di Ecomondo, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, in programma a Rimini dal 6 al 9 novembre. L’appuntamento è per venerdì 9 novembre, presso la sala Tiglio del padiglione A6, quando, a partire dalle ore 9,30, si svolgerà il convegno ‘Made Green in Italy-nasce la certificazione italiana dell’impronta ambientale’, organizzato dal comitato tecnico scientifico di Ecomondo, Ervet, Iefe Bocconi e Sssup S.Anna. Le fonderie italiane, attraverso Assofond, partecipano al progetto europeo Life Effige, che mira proprio a introdurre in diversi settori produttivi il metodo Pef per la valutazione e la riduzione dell’impronta ambientale di prodotti e servizi lungo il loro intero ciclo di vita.

“Le fonderie rappresentano un avanzato sistema di economia circolare – dichiara il direttore generale di Assofond, Silvano Squaratti – che permette ogni anno di evitare il conferimento in discarica di tonnellate di rottami e scarti metallici che sono invece rifusi per dare vita a nuovi prodotti. La nostra partecipazione al progetto Effige ha l’obiettivo di individuare un metodo di calcolo condiviso dell’impronta ambientale dei prodotti di fonderia utilizzabile da tutte le imprese del comparto, che potranno così ridurre ulteriormente l’impatto ambientale della loro produzione”.

Nell’ambito di questo sempre più significativo impegno per la sostenibilità, Assofond ha realizzato quest’anno il primo rapporto di sostenibilità del comparto: un lavoro che ha scandagliato in profondità la realtà delle fonderie italiane, dal quale sono emerse evidenze non scontate sul settore, quali ad esempio il crescente utilizzo di materiali di recupero come materia prima per tutti i tipi di forno fusorio, per le fonderie con forni elettrici, in particolare, la percentuale di rottami utilizzata è passata dal 60% del 2003 al 75% del 2015, il drastico calo delle emissioni di polveri nell’atmosfera (-65% dal 2003) e della produzione di rifiuti per tonnellata di getti prodotti (-26,6% dal 2000 al 2015). “Con questo primo Rapporto di sostenibilità – sottolinea il direttore Squaratti – abbiamo deciso di iniziare a raccontare una realtà che non da oggi, ma da sempre, dà un contributo importante allo sviluppo di un sistema economico capace di rigenerarsi autonomamente risparmiando risorse, salvaguardando l’ambiente e garantendo un futuro sostenibile alle prossime generazioni”.