Imprese: Assofond, continua crescita settore fonderie secondo trimestre 2018

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Roma, 5 set. (Labitalia) – Nel secondo trimestre del 2018, il settore delle fonderie continua a crescere: la produzione fa infatti registrare su base annuale un incremento del +5,8% rispetto allo stesso semestre del 2017, a sua volta in netta ripresa rispetto alla prima metà del 2016. Emerge dall’analisi congiunturale del settore, per il secondo trimestre 2018 di Assofond.

Se si osserva l’indice dei dati aggregati destagionalizzati, con base la media trimestrale del 2017, il valore ripiega tuttavia a 101, dopo due trimestri di continua crescita (a 102 nell’ultimo quarto dell’anno scorso e a 104 nel primo trimestre del 2018). Pur rimanendo sopra il valore di 100, ovvero sopra la media trimestrale dei livelli produttivi del 2017, l’indice arretra a causa del rallentamento del comparto delle fonderie non ferrose che fino a oggi, e per numerosi trimestri, ha fatto da traino per l’intero settore.

I due comparti di metalli ferrosi, al contrario, proseguono il loro trend positivo dalla fine dell’ultimo trimestre 2017: la ghisa guadagna un altro punto, e sale a 103, livello massimo degli ultimi quattro periodi, mentre l’acciaio conferma il buon momento, andando oltre i 113 punti e crescendo per il terzo trimestre consecutivo. Il comparto proviene del resto da diversi trimestri in forte flessione, e i 13 punti sopra la media del 2017 rappresentano solamente un inizio di recupero sul lungo periodo. In termini tendenziali il trend rallenta, pur rimanendo su valori in territorio positivo: la crescita è infatti pari al +5,4% sullo stesso periodo del 2017.

Dai valori congiunturali si evidenzia come sia venuta meno la spinta dell’ultimo trimestre del 2017, che aveva fatto segnare un +3,7% sul trimestre precedente. Già dall’inizio dell’anno la crescita si è assottigliata del +1,2%, per poi registrare la frenata odierna, pari al -2,1% di flessione rispetto al primo trimestre del 2018. Nel dettaglio dei comparti, le fonderie non ferrose arretrano del -0,3%, mentre la ghisa risale, con un +6,2% rispetto al secondo trimestre del 2017, e l’acciaio arriva a una crescita del +30,6% (il secondo trimestre del 2017 è stato il picco più basso della serie storica).

La fiducia degli imprenditori che hanno risposto all’indagine del secondo trimestre circa il quadro economico dei prossimi sei mesi è in calo: la percentuale degli ottimisti si riduce all’8,6%, a favore di una posizione più cauta di stabilità. Questi ultimi rappresentano l’82,9% dei rispondenti, mentre i pessimisti, più o meno in linea con la rilevazione precedente, sono l’8,6%.

Si delinea, quindi, un quadro meno ottimista rispetto alle ultime rilevazioni, sintetizzato dall’indice sulla fiducia generale, che passa dai 58,6 punti del primo trimestre dell’anno ai 50 dell’ultimo quarto: un arretramento che va oltre gli ultimi quattro trimestri. I comparti dei metalli ferrosi, ghisa e acciaio, vedono in calo l’indice, mentre quello dei non ferrosi rimane invariato.

Il fatturato prosegue il trend positivo: l’indice destagionalizzato raggiunge il livello massimo a 106 punti. E’ il secondo risultato positivo consecutivo, che conferma per gli ultimi quattro trimestri un andamento al di sopra della media trimestrale del 2017. La crescita su base annua si attesta al +10,4% grazie all’ottima performance del comparto della ghisa, che arriva fino al +13,1%, seguito dal comparto delle fonderie non ferrose, con una crescita del +8,6%, e da un +7,1% delle fonderie di acciaio.

Il dato disaggregato destagionalizzato evidenzia un trend in crescita dei comparti ferrosi (ghisa e acciaio) e un graduale rallentamento delle fonderie non ferrose: queste ultime tornano al valore di 102, visto nell’ultimo quarto del 2017, mentre sia la ghisa sia l’acciaio fanno un salto di qualità, rispettivamente a 111 e a 109, ai livelli massimi della serie storica considerata.

La tendenza generale del fatturato è tuttavia in leggero rallentamento: nel secondo trimestre la crescita sullo stesso periodo del 2017 è pari al +9,7%, mentre a livello congiunturale la variazione rispetto al primo trimestre di quest’anno è pari al +0,8%. Le variazioni congiunturali degli ultimi quattro periodi denotano un quadro non troppo vivace: il +13,9% di crescita tendenziale del quarto trimestre 2017 rappresenta il picco massimo più per via di un dato 2016 particolarmente basso che non per la progressione congiunturale, che anzi si presenta negativa rispetto al terzo trimestre 2017 (-1,0%).

La domanda estera ha ripreso a sostenere la domanda generale, rimbalzando di due punti sull’indice destagionalizzato, da 102 a 104, dopo due trimestri di continua flessione: tali valori rimangono comunque sopra la media del 2017. E’ l’acciaio che presenta l’incremento più significativo tra il primo e il secondo quarto del 2018: il valore disaggregato sale di 6 punti, da 103 a 109, contro un solo punto per la ghisa e i non ferrosi, che rimangono, rispettivamente, a 99 punti (sotto la media) e a 102.

Su base annua, la crescita del fatturato estero dell’acciaio arriva fino al +25,2%, ben oltre il +7,1% visto per il fatturato totale del comparto. Anche i non ferrosi vedono la propria domanda estera sostenere la domanda complessiva con una crescita, su base annua, che registra il +10,2%, contro il +8,6% dell’intero fatturato. Il comparto della ghisa, al contrario, vede una crescita maggiore della domanda interna: quella estera cresce di meno (+4,0%) della domanda globale (+13,1%).

I mezzi di trasporto e la meccanica sono i due aggregati di mercati di destinazione dei getti con la maggiore incidenza sul fatturato delle fonderie rispondenti, rispettivamente con il 60% ed il 31% di rappresentatività. Nel primo caso, la flessione di qualche decimale sull’indice destagionalizzato che si registra nel secondo trimestre del 2018 è spiegata dal calo di fatturato del comparto dei non ferrosi, la cui incidenza arriva fino all’88%: l’indice rimane comunque su buoni livelli, a 104 punti, al pari dei trimestri precedenti, fatta eccezione per il calo del quarto trimestre del 2017. La meccanica è, invece, in continua crescita, e nel secondo trimestre conferma la progressione avuta nei trimestri precedenti, raggiungendo il picco massimo di 115 punti e in significativo recupero rispetto alla media trimestrale del 2017.