Imprese, Cna: in 600mila a rischio per tasse su cessione

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Trasformare il trattamento fiscale previsto per la cessione d’impresa, che oggi comporta la tassazione delle plusvalenze per chi vende e del valore dell’azienda per chi acquista, in quello previsto per il conferimento d’azienda, che avviene in neutralità d’imposta. È quanto chiede la Cna sottolineando che le imprese artigiane sono “sottoposte a un’emorragia a ogni cambio di generazione” e che “solo il 33 per cento arriva alla seconda e appena il 15 per cento alla terza”. In sostanza, secondo stime dell’Ufficio studi della Cna, “l’attuale disciplina fiscale sulla cessione d’impresa mette a rischio nei prossimi dieci anni oltre 600mila imprese”. Da una simulazione effettuata dall’Osservatorio Cna su un’impresa tipo (produttore di infissi in legno, che prevede un corrispettivo di vendita pari a un milione, 600mila euro di valore dell’immobile che ospita il laboratorio, plusvalenze per 180mila euro e passività per 80mila) risulta che in Italia “la cessione d’impresa o di attività è favorita solo nel caso di successione o donazione, altrimenti è molto onerosa”. Infatti, spiega la Cna, “se l’impresa è ceduta a un figlio o al coniuge, la successione è equiparata alla donazione: in entrambi i casi il fisco è neutrale. A patto che l’attività d’impresa prosegua perlomeno per cinque anni, il titolare dell’impresa non paga nessuna imposta”. “Ben diversa” la situazione nel caso in cui il titolare non voglia o non possa donare l’impresa ai familiari più stretti e decida di vendere.

In questo caso, prosegue la Cna, “se è in possesso dell’attività perlomeno da cinque anni sulla plusvalenza verrà applicata una tassazione separata che si ipotizza al 28 per cento (altrimenti la plusvalenza rientrerebbe nel calcolo dell’imponibile Irpef). La cessione della propria impresa, in questo caso, costa all’imprenditore 50.400 euro. Chi compra, invece, deve pagare, oltre al corrispettivo pattuito, ovviamente, il 9 per cento in imposte indirette sul valore dell’immobile e il 3 per cento sul valore delle altre attività, per un totale di 50.500 euro oltre a cento euro di imposte ipotecarie e catastali”. Cna propone quindi in questo caso di pagare come se fosse un conferimento d’azienda. In questo caso infatti “il venditore non paga nessuna imposta sulla plusvalenza e il compratore paga solo imposte in misura fissa per 600 euro e un’imposta sostitutiva complessiva di 21.600 euro”. “Poiché la compravendita è legata alla prosecuzione dell’attività, e per evitare speculazioni” la Cna propone di “vincolare il passaggio in conferimento d’azienda alla prosecuzione della stessa attività per almeno cinque anni e chiede che venga applicata a chi acquista l’esenzione delle imposte indirette o, in alternativa, una misura fissa agevolata. Le perdite del fisco verrebbero compensate dai nuovi redditi e dalle nuove entrate tributarie garantite dall’attività imprenditoriale, altrimenti destinata nella stragrande maggioranza dei casi a perdersi. E la chiusura di un’impresa è sempre una sconfitta, e una perdita, per tutto il Paese”.