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Imprese, corre la “pet economy”: spesa a 6,7 miliardi (+76% in 10 anni)

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In un’Italia sempre più ‘pet friendly’, con oltre una famiglia su tre che possiede almeno un animale domestico, la ‘pet economy’ si afferma come un mercato in forte espansione: nel 2024 la spesa per prodotti e servizi per animali da compagnia raggiunge 6.747 milioni di euro, con una crescita del 76% in 10 anni. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata da Confartigianato in vista della Giornata nazionale del gatto del 17 febbraio. Dalla rilevazione di Confartigianato emerge che sono 3.440 le imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali da compagnia, pari al 59,0% delle 5.826 imprese totali del comparto e danno lavoro a 4.231 addetti pari al 53,9% del totale del settore (7.848 addetti). Su base annua le imprese artigiane dei servizi di cura degli animali crescono del 5,2% e in dieci anni sono quasi raddoppiate (+92,3%).

Sono 10 milioni, il 37,7% del totale, le famiglie italiane che possiedono almeno un animale domestico. Gli animali da compagnia presenti nelle case degli italiani sono stimati in 25 milioni e 500mila. In un decennio la quota di famiglie con animali è salita di 1,5 punti percentuali, passando dal 36,2% del 2015 al 37,7% del 2024. Il grosso della spesa per prodotti e servizi per animali, l’80,3% (pari a 5.415 milioni) è destinato a prodotti come alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori, mentre il restante 19,7% (1.332 milioni) va a servizi veterinari e servizi di toelettatura, addestramento e ospitalità.

Negli ultimi dieci anni, secondo Confartigianato, la spesa degli italiani per gli animali da compagnia è cresciuta del 76%, a fronte di un aumento medio del 9,4% della spesa complessiva delle famiglie, evidenziando un dinamismo nettamente superiore alla media dei consumi. A livello regionale, per la maggiore spesa spicca la Lombardia con 1.396 milioni (20,7% del totale nazionale), il Lazio con 882 milioni (13,1%), il Veneto con 652 milioni (9,7%), l’Emilia-Romagna con 629 milioni (9,3%), il Piemonte con 616 milioni (9,1%) e la Toscana con 552 milioni (8,2%). Queste sei regioni concentrano il 70,1% della spesa complessiva nazionale. Nella classifica provinciale della spesa per animali domestici si collocano in testa Roma con 662 milioni (9,8% del totale), Milano con 481 milioni (7,1%) e Torino con 325 milioni (4,8%). Seguono Brescia, Bologna, Firenze, Napoli, Bergamo, Genova, Padova, Verona, Varese, Monza e Brianza, Venezia, Treviso e Vicenza. Tra le regioni la crescita annua delle imprese artigiane impegnate nella cura degli animali supera la media in Piemonte (+8,3%), Puglia (+7,7%) e Lazio (+5,7%); aumenti si registrano anche in Lombardia e Veneto (entrambe +4,7%), Toscana (+2,4%) ed Emilia-Romagna (+0,6%). A livello provinciale spiccano le performance di Bergamo (+13,8%), Torino (+13,6%), Verona (+8,9%), Lecce (+8,0%) e Brescia (+7,9%), mentre risultano in flessione Bologna (-1,5%) e Vicenza (-4,0%). Nel confronto decennale per l’aumento di imprese artigiane specializzate nei servizi di cura dei pet si registrano crescite a tripla cifra per Brescia (+186,8%), Venezia (+184,2%), Bergamo (+182,9%), Napoli (+139,1%) e Verona (+132,4%). “I nostri dati – commenta il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – confermano che la passione degli italiani per gli animali domestici non è solo un fenomeno sociale, ma un vero motore economico capace di generare occupazione, nuova imprenditorialità artigiana e valore aggiunto diffuso sui territori. Un segnale chiaro: la pet economy è ormai una componente strutturale dei consumi e del tessuto produttivo del Paese”.