Imprese, crescono le Pmi di immigrati: +26mila nel 2015

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Per la prima volta dopo quattro anni, nel 2015 il numero delle imprese in Italia ha smesso di calare, anche grazie al dinamico apporto dell’imprenditoria immigrata. É quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto Immigrazione e Imprenditoria, curato dal Centro studi e ricerche Idos con il sostegno della Cna, di MoneyGram e di altre strutture professionali, in uscita in autunno. 

Le imprese condotte da lavoratori nati all’estero sono ormai oltre 550mila, quasi un decimo di quelle registrate negli elenchi delle Camere di commercio: il 9,1 % contro il 7,4 % del 2011. Dopo l’incremento di quasi 71mila unità del triennio 2011-2014 (+15,6%), anche il 2015 si è chiuso in positivo (+26mila, +5%), per un aumento complessivo che sfiora le 100mila unità (+21,3%). Con oltre 20mila imprese in più in un anno (+6,5% sul 2014) e un aumento di oltre 77mila dal 2011 (+30,3%), il settore dei servizi conferma il proprio ruolo di traino, coprendo l`80% della crescita complessiva (e il 60,4% di tutte le imprese registrate alla fine dell’anno). 
Al suo interno, sono il commercio (+12mila sul 2014, +6,6%), le attività di alloggio e ristorazione (+3mila, +7,1%) e il comparto noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+2.500, +9,3%) – che si distingue anche per il maggiore incremento in termini relativi – ad evidenziarsi per gli aumenti più rilevanti. Più problematico l’andamento dell’industria (meno di 3mila unità in più, +1,5%), e dell’edilizia in particolare, che mantiene un trend appena positivo (+1.000, +1%). Commercio e costruzioni si confermano i comparti prevalenti, ma l`edilizia cede il passo ai più elevati ritmi di incremento segnati dalle attività di alloggio e di ristorazione e da quelle dei servizi alle imprese. Marocco, Cina e Romania sono i paesi dai quali proviene il maggior numero di responsabili di imprese individuali, ma è il Bangladesh a distinguersi per l’incremento più sostenuto. Lombardia e Lazio, e al loro interno Milano e Roma, rimangono le aree dove sono maggiormente diffuse le attività.