Imprese del Sud, una finestra aperta su Mediterraneo e mercato maltese

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In foto Domenico Letizia

Il Mediterraneo è sempre stato un mare di conquista strategica in quanto è una via navale e aerea obbligata, implicando interessi e necessità di molti popoli che non sempre interagiscono con un accolito di accettazione e solidarietà. In tale ambito l’Isola di Malta, e i rapporti con il Meridione italiano, rappresentano un incrocio costituito dal proprio arcipelago che ha subito le dominazioni di Romani, Mori, Saraceni, Francesi, Cavalieri di San Giovanni e Inglesi, non ha mai voluto essere escluso dalle necessità di comunicazione e sviluppo, che sono alla base della crescita dell’Economia del Mediterraneo, costituendo una sorta di Faro in mezzo al mare, proteso all’analisi temporale del processo dello scambio commerciale in un’era in cui l’internazionalizzazione delle impese, partorita dalla globalizzazione, lo rende ancor più necessario. Dall’analisi del Mediterraneo visto dalle imprese del nostro meridione e da quelle maltesi, con un occhio su tutto il Mediterraneo, va rimodulandosi un portale web di approfondimento geo-economico denominato “Imprese del Sud”, un network di Aziende e professionisti, che oltre a sviluppare gli avanzamenti di un tale progetto, crea le premesse per fare del Mediterraneo un terreno futuro di incontro e ricerca di sviluppo sostenibile e sinergico, di internazionalizzazione e di promozione del “made in”.

Un contesto, che è più che altro una opportunità come sottolinea nella nostra intervista, Domenico Letizia, Giornalista, animatore del portale, curatore di una rubrica settimanale per “RadioAtene”, nonché Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi):

Il Mediterraneo come luogo di convergenza dialettica e non scontro di interessi multilaterali: che ruolo lei occupa negli obiettivi del progetto “Imprese del Sud”?
Il progetto nasce grazie alla volontà e alla visione di Sergio Passariello, imprenditore, blogger nonché presidente della Mediterranean Academy of Culture, Tourism and Trade di Malta, impegnato da sempre nell’affermazione delle relazioni tra Meridione italiano ed il Mediterraneo. Da qualche giorno ho iniziato la mia collaborazione con il portale, occupandomi di approfondimenti, analisi, interviste e inchieste sulle opportunità, i progetti e i bandi per le nostre aziende in tutto il Mediterraneo e non solo. La scoperta delle particolarità economiche e del “made in” è tra le mie priorità. Il Portale, gestito da Malta, vuole essere un contenitore e un network tra imprese e organizzazioni internazionali con particolare attenzione a tematiche che interessano tutto il sud del Mediterraneo come l’alimentazione, la blue-economy, la geopolitica dei futuri scambi commerciali e l’internazionalizzazione delle imprese. Il Mediterraneo ha già una sua importanza geostrategica. Purtroppo non è ben compresa dalle nostre istituzioni politiche e in parte anche dall’idea di un Europa troppo legata al Nord. Invece, la sponda con i Balcani e l’Africa del Nord è un’opportunità da riaccendere, potendo dare vita ad innumerevoli progetti per l’occupazione e l’inserimento delle donne e dei giovani del Mediterraneo.

Viene citato dallo stesso che si tratta di un progetto ‘ripartito’: quindi non è stato facile metterlo al mondo?
Imprese del Sud, nasce nel 2012, come contenitore associativo per coinvolgere gli imprenditori del Sud. In tutti questi anni, abbiamo sollecitato, tramite la rete dei social network ed i web media, le PMI del Sud a stringersi intorno al progetto cosi da realizzare un nuovo modello di network trasversale che potesse mettere al centro dell’attenzione l’impresa e non il singolo imprenditore, valorizzando le peculiarità e le potenzialità del meridione.
Imprese del Sud non solo come strumento di aggregazione e di networking, ma anche di tutela e valorizzazione. Basti ricordare l’intervento che Imprese del Sud fece pochi anni fa nel denunciare il traffico di vini e mosti infetti dalla Spagna, che sfociò in un’interrogazione parlamentare e che diede il via ad una serie di controlli sul territorio ad opera del Ministero delle Attività Agricole.
Oggi la comunità che ci segue conta migliaia di sostenitori, che seguono il nostro portale informativo e le nostre pagine social e da contenitore associativo territoriale abbiamo deciso di fare il salto di qualità, trasformando il progetto in un contenitore informativo transnazionale.

Come le definirebbe più compiutamente le ‘Imprese del Sud’, delineando gli intervalli politici ed economici in cui si verserà l’azione imprenditoriale ?:
Le imprese sono il polmone vitale di un paese. Purtroppo nel Meridione italiano una visione non globale del fare impresa e una tassazione per nulla amica e cordiale con il mondo imprenditoriale rende un patrimonio un problema. Il futuro è quello dell’apertura all’internazionalizzazione ed al Mediterraneo, avendo già tutti i fattori base per un network vitale e fluido per le imprese. Vogliamo provare ad essere un contenitore in cui poter inserire tutte le prospettive delle imprese del meridione italiano e di quelle del Mediterraneo, generando un circuito di sostegno che ricorda quelle delle società di mutuo soccorso della seconda metà dell’Ottocento ma attualizzate nella realtà digitale e tecnologica della nostra epoca contemporanea. Senza dimenticare, l’importanza della ricerca, dell’approfondimento e della comprensione della geopolitica per le relazioni economiche e per gli affari.

Malta è il territorio di comunicazione del progetto; una Nazione molto discussa nel clima teso che riguarda l’immigrazione e gli sbarchi: quali sono a suo avviso i reali interessi del governo di ‘La Valletta”?
Ho imparato a comprendere Malta nel corso di alcuni anni, grazie ad una missione che svolsi sull’isola e alla intensa collaborazione con Sergio Passariello, tra i campani più esperti e attivo nei rapporti con l’isola. Passariello, che ormai vive sull’isola, con la sua visione economica di Malta è riuscito a far comprendere a numerosi analisti internazionali e imprenditori che Malta non è solo un punto di arrivo, ma soprattutto una di partenza. Malta è al centro del Mediterraneo, un hub naturale, ha ottime relazioni con i paesi della sponda nord dell’Africa e contemporaneamente è inserita eccellentemente nel circuito commerciale legato alla rete del Commonwealth britannico. Senza dimenticare che Malta è un paese dell’Unione Europea e che rispetta la legislazione europea. Spesso l’informazione italiana ha pregiudizi nei confronti di Malta. Il suo successo economico dovrebbe essere imitato, non invidiato e anche finanziariamente l’isola non è un paradiso fiscale ma un paese dalla tassazione intelligente che attira le imprese e le start up.

Quali saranno le parti innovative di questo Portale, sviluppabili in futuro?
Economia, geopolitica, internazionalizzazione e rapporti diplomatici da intensificare. Per ora non dico altro per il piacere della scoperta. Visitate il portale e leggete gli approfondimenti già nei prossimi giorni per leggere delle nostre news: www.impresedelsud.it

Nel suo recentissimo articolo ‘Lo sviluppo sostenibile della FAO e il messaggio dei cristiani’, lei fa riferimento alla necessità di un cambio culturale dell’economia dello sviluppo; ma come mai nei lavori diplomatici vaticani non si sottolinea la solitudine delle missioni cristiane, rimaste tenue baluardo in terreni di conquista del fondamentalismo?
E’ una preoccupazione costante del nostro ambasciatore nella Santa Sede. Emblematiche le parole dell’Ambasciatore Sebastiani: “Serve un cambio culturale profondo dell’economia dello sviluppo, che come Italia, culla dell’umanesimo, ci deve sempre contraddistinguere. Anche nei progetti di cooperazione internazionale dobbiamo essere protagonisti di progresso e umanità. Non si può concepire il privare terre per l’agricoltura e per la coltivazione dei cereali nel Nord Africa per dare spazio agli allevamenti e alle logiche alimentari dettate dal mercato. Dobbiamo, con il sostegno della FAO, lavorare al benessere dell’umanità sconfiggendo la fame nel mondo”. Lavorare alla creazione di ponti, combattendo la fame e la miseria, elementi che generano conflitto, vendetta, morte e integralismo. Una visione che non riguarda solo i cristiani, ma tutti coloro che come me credono nei valori fondanti dell’Illuminismo e dei diritti universali e fondamentali. Una visione di libertà. E’ importante rafforzare la diplomazia proprio per combattere quanto lei denunciava: il restar soli ed essere abbandonati dai meccanismi internazionali di protezione.

L’Economia del Mediterraneo è una funzione stretta del ruolo Europeo e non può prescindere da esso. Quindi fermo restando la necessità di una Europa coesa e umanitaria, non sarà necessario in futuro riscrivere le regole della Costituzione Europea, come fu trasversalmente richiesto alla nascita dell’Europa, da una raccolta di firme referendaria e trasversale , che alla fine risultò disattesa?
Bisogna rivedere molte convenzioni e trattati internazionali per aprire davvero le frontiere e non chiuderle. Oggi bisogna lavorare al rafforzamento dell’Europa, ma un rafforzamento vero, non finto come molti politici “europeisti” dicono di volere, senza far nulla. La Cina, gli Usa e il colosso russo sono intorno a noi e in quanto europei non siamo efficaci nel lanciare un’unica e autorevole voce, nella difesa, negli esteri, nel rispetto dei diritti umani e fondamentali. Lo stesso vale per le potenzialità del Mediterraneo. Comprendere il Mediterraneo è fondamentale anche grazie alle missioni politiche, come quelle svolte dall’onorevole Nicola Ciracì nei Balcani, in Azerbaigian, in Israele e nel Nord Africa, ma oggi sono sempre meno praticate come strumento di conoscenza e relazione economica. Partire dall’Europa politica è il vero nettare essenziale alla sopravvivenza del sogno di Spinelli, Ernesto Rossi e di Marco Pannella. Nelle nostre condizioni geopolitiche globali, il sogno degli Stati Uniti d’Europa non è più un sogno, ma una necessità.

Per finire, quanto è cambiato e con quali prospettive si inserirà il ruolo diplomatico, all’interno dello sviluppo delle Imprese nel Mediterraneo e quindi nel progetto stesso?
Comprendere, ascoltare e far conoscere. La diplomazia è fondamentale per la crescita delle imprese del Mediterraneo. Dare voce alle Eccellenze interessate a sviluppare visioni e voglia di creare network è una priorità per un portale di approfondimento economico. La nostra visione è messa a servizio di tutti gli analisti e gli imprenditori interessati.

Bruno Russo