Imprese più deboli, forte divario Nord Sud

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Rimane forte il divario Nord Sud per qualità del sistema produttivo che resta alta ma a fronte di una diminuzione della qualità della vita e del contesto socio-economico, Rimane forte il divario Nord Sud per qualità del sistema produttivo che resta alta ma a fronte di una diminuzione della qualità della vita e del contesto socio-economico, dell’ambiente e dell’offerta di servizi pubblici. La Campania è in coda con Calabria, Puglia e Sicilia mentre in testa si posizionano Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto. Questi in sintesi i risultati (riferiti al periodo 2009-2012) del secondo Rapporto Accredia-Censis “Qualità, crescita, innovazione” promosso da Accredia, l’ente unico nazionale di accreditamento che verifica la competenza degli organismi che certificano ISO 9001, per indagare la qualità che l’Italia esprime in alcune dimensioni della sua struttura economica e sociale. Disoccupazione, riduzione dei consumi e disagio sociale tra le cause del rallentamento – Il sistema produttivo evidenzia fenomeni di propensione all’innovazione e di crescita abbastanza intensi ma ha subito un deterioramento che non lascia pensare a una robusta capacità di ripresa. L’indicatore rilevato da Accredia-Censis su 18 variabili si attesta a 71,5 su 100 nel 2012, in diminuzione, e risultano “leggermente sotto la media italiana” regioni come Toscana, Marche e Friuli Venezia Giulia. In coda Sardegna, Molise, e ultima la Calabria. “Il Paese non registra certamente fenomeni di degrado diffuso ma – avverte il rapporto – occorre senza dubbio migliorare. La forte crescita del tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani, la riduzione dei consumi pro-capite ed il progressivo allargamento di situazioni di disagio sociale tra le famiglie, non hanno permesso una evoluzione positiva”. Su questo fronte “appare piuttosto evidente il dualismo tra le regioni del centro-nord e quelle meridionali”.