Imprese, puntualità nei pagamenti: Sicilia e Campania fanalino di coda in Italia

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in foto Marco Preti, amministratore delegato di Cribis

Migliora l’andamento dei pagamenti in Italia a dicembre 2017, secondo lo Studio pagamenti realizzato da Cribis, società del Gruppo Crif specializzata nella business information, che traccia un’analisi dei comportamenti di pagamento delle imprese italiane. “A dicembre 2017 -commenta Marco Preti, amministratore delegato di Cribis- si è confermato il trend positivo per le imprese italiane in materia di pagamenti commerciali, in linea con l’andamento dell’intero anno”. “In particolare -spiega- le imprese con ritardo nei pagamenti superiore ai 30 giorni si attestano al 10,5%, tornando ai livelli di fine 2012: un importante indice di ripresa, nonostante il dato sia comunque ben più alto rispetto al 2010. L’analisi condotta da Cribis mostra un Paese che, a fronte degli sforzi condotti nel corso degli anni per superare una difficile situazione di crisi, registra oggi un generale miglioramento dello stato di salute delle imprese, parallelamente ai segnali incoraggianti mostrati dallo studio sul fallimenti, in costante calo da alcuni anni a questa parte”.
Anche a dicembre 2017 il Nord-Est si conferma l’area geografica più affidabile a livello nazionale, con il 46,1% delle imprese paga con regolarità i propri fornitori e solo il 6,4% di ritardi oltre i 30 giorni. Maggiori difficoltà registrano, invece, le aziende del Sud e Isole, in cui solo il 24% delle imprese riesce a rispettare i termini di pagamento.
L’area del Nord-Ovest mantiene buone performance, sopra la media nazionale, con il 42,5% delle imprese che paga con regolarità e il 7,3% in ritardo. Meno positiva la situazione nelle regioni del Centro, con un andamento generale al di sotto del dato nazionale e una percentuale di imprese che paga con ritardo grave superiore alla media nazionale (12,3%). Entrando nel dettaglio dei dati regionali, è il Veneto a registrare il migliore risultato (il 47,5% delle imprese paga con regolarità), mentre la Sicilia si attesta in coda alla classifica con solo il 19,8%. Alcune aree, come il Centro, registrano picchi molto positivi (come il 43,9% delle imprese puntuali nelle Marche) e performance più negative (come il Lazio con il 26,8% di buoni pagatori e ben il 15,2% di aziende ritardatarie). Riepilogando, il trend regionale vede in testa dopo il Veneto, Emilia-Romagna (46,8%) e Lombardia (46,4%) e, agli ultimi posti della classifica, Calabria e Campania (rispettivamente con 22,6% e 23,3%) prima della Sicilia. Tuttavia, in quest’analisi è opportuno andare al di là del solo aspetto territoriale e del divario tra Nord e Sud, tenendo conto invece del tessuto economico e della tipologia di azienda. Nel Sud Italia, ad esempio, sono presenti molte aziende in ambito HoReCa, oltre che imprese legate ai settori dell’edilizia e del commercio al dettaglio, che hanno maggiormente risentito della crisi rispetto ad altri comparti industriali.