Imprese: Xplace, smart working? Sì ma a patto di non lavorare da casa

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Ancona, 10 ott. (Labitalia) – Smart working sì, a patto di non lavorare da casa. Questa la scelta fatta dall’azienda Xplace. “Ormai da un anno -si legge in una nota- Xplace ha adottato lo smart working in modo informale, ma altrettanto strutturato e ne siamo davvero contenti. Credendo profondamente nella filosofia alla base di questo nuovo modello lavorativo, abbiamo cercato di adattarlo a una realtà come la nostra che si basa sul coinvolgimento di più professionalità che lavorano contemporaneamente su più clienti, anche se il modello operativo di base resta quello del piccolo team”.

Sono tre le soluzioni che in pochi mesi hanno permesso di lavorare in Xplace in smart working. Innanzitutto, la ristrutturazione degli spazi aziendali: sono state create molte postazioni ‘jolly’ all’interno dell’agenzia in cui, per esempio, tenere riunioni veloci o lavorare insieme a progetti legati a una tempistica ridotta, oltre ad aver aperto le porte della Xplace a dei coworkers.

Poi, una strumentazione digitale adeguata: tutti i dipendenti sono stati dotati di computer portatili e telefoni aziendali con connessione sufficiente a lavorare da qualsiasi luogo (qualora l’accesso alla connessione wifi fosse impossibile) che, unita alla già collaudata organizzazione interna (utilizzo degli strumenti Google Suite, di un gestionale interno facile e mobile friendly e di un accesso rapido alla memoria esterna dell’agenzia), ha reso il lavoro possibile praticamente ovunque, sia fuori che dentro Xplace. Inoltre, la calendarizzazione: è stato fissato il venerdì come il giorno deputato allo smart working, fissando il numero minimo di giorni a 25 l’anno e dando la possibilità ad ognuno di scegliere quando farlo, previa comunicazione tramite gestionale interno.

A fronte di qualche perplessità iniziale, soprattutto legata alla paura di rallentare il flusso di lavoro, i mesi di sperimentazione iniziale hanno dato ottimi risultati, sia in termini di produttività sia di morale, tanto che poi si è deciso di adottare lo smart working come la migliore opzione del venerdì.

“Per farvi capire -spiega ancora l’azienda- che tipo di vantaggi abbiamo ottenuto: immaginate per un copy cosa può significare, nel mese di maggio, scrivere testi in un parco, all’ombra di un pino marittimo, oppure andare a lavorare in quella città che si voleva da tempo visitare e averla a disposizione già dal venerdì sera, per non parlare degli ambienti più disparati in cui un creativo può scegliere di lavorare, magari alla ricerca di ispirazione”.

“E sono state proprio la necessità di aprirsi e di mantenere viva la curiosità, componenti imprescindibili del nostro lavoro, a spingerci a introdurre una variante nello smart working XPlace: vietato lavorare da casa. Una bella iniezione di vitalità, contro la routine del lavoro e la mancanza di stimoli, oltre che un buon esercizio per imparare ad affrontare difficoltà non previste: perché il segreto è essere sempre pronti al cambiamento”, conclude.