Imu e Tasi, si prevedono aumenti nel 2015

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A cura di Antonio Arricale Brutte notizie in arrivo per i contribuenti italiani – tanto per cambiare – sul fronte delle tasse. Nel 2015 – secondo uno studio della Cgia di Mestre A cura di Antonio Arricale Brutte notizie in arrivo per i contribuenti italiani – tanto per cambiare – sul fronte delle tasse. Nel 2015 – secondo uno studio della Cgia di Mestre – Imu e Tasi sono destinate ad aumentare, con la seconda che, se dal 2016 non verrà applicata la local tax sulla prima casa rischia di salire al 6 per mille. Da una ricerca su un campione molto ristretto emerge, infatti, che fino ad ora sono poco più di una dozzina le amministrazioni comunali capoluogo di provincia che hanno deliberato le aliquote/detrazioni dell’Imu e della Tasi per il 2015. Oltre la metà dei sindaci che hanno già deliberato – come quelli di Arezzo, di Bologna, di Livorno, di Modena, di Potenza, di Rimini e di Treviso – ha deciso di aumentare il peso delle tasse sugli immobili. Si tratta per lo più – rileva la Cgia – di ritocchi che interessano un numero di contribuenti relativamente modesto. Tuttavia il trend è orientato verso un appesantimento del carico fiscale sugli immobili. I primi cittadini di Aosta, di Carbonia, di Pesaro e di Rovigo, invece, hanno confermato la stessa situazione del 2014. Gli unici comuni che hanno disposto di alleggerire il carico fiscale sui propri concittadini sono stati quelli di Enna e di Mantova. Tuttavia, con l’approssimarsi del termine del 31 maggio – ricorda la Cgia -, entro il quale i comuni dovranno approvare il bilancio di previsione 2015, il numero delle delibere relative alle aliquote Imu e Tasi da applicare nel 2015 è destinato ad aumentare. “A fronte di 1,5 miliardi di euro di mancati trasferimenti previsti per quest’anno – dice Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – per assicurare i medesimi livelli dei servizi ai propri concittadini, la maggioranza dei sindaci sottoposti a questa analisi ha deciso di ritoccare all’insù le aliquote o di ridurre le detrazioni dell’Imu e/o della Tasi. E a rendere ancor più delicata la situazione segnalo che nel 2015 i Comuni non disporranno di 625 milioni di euro. Risorse stanziate a favore delle Amministrazioni comunali solo per il 2014 che, nelle iniziali intenzioni del legislatore, dovevano servire a ridurre il peso della Tasi sulla prima casa. Tra i tagli e il venir meno di queste preziose risorse, che nel 2014 sono servite ad abbattere il peso della Tasi sulla prima casa – aggiunge Bortolussi -, per l’anno in corso mancheranno nelle casse dei comuni oltre 2,1 miliardi di euro che, in parte, saranno coperti dai cittadini attraverso un inasprimento della tassazione sugli immobili“. Borse asiatiche Borse asiatiche miste questa mattina. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,18% a 19983 punti ed anche Seoul ha fatto registrare una leggera flessione (-0,10%). In crescita invece Hong K ong (+1,7%) e Shanghai (+2,5%). I buoni risultati delle società americane, che in molte circostanze hanno presentato utili in forte crescita, hanno fatto da traino per i mercati, in attesa del meeting della FED che si terrà questa settimana. In Cina, tuttavia, continua seppure in modo molto attenuato, la frenata dei profitti dell’industria. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di Statistica, infatti, in marzo i profitti dell’industria sono calati dello 0,4% su base annua dopo il declino del 4,2%, registrato nel periodo gennaio-febbraio (Pechino ha accorpato i dati dei primi due mesi del 2015 a causa della distorsione dovuta alla celebrazione del Capodanno lunare) e dell’8% in dicembre (nell’intero 2014 il dato aveva segnato un progresso del 3,3%). Sul fronte societario da segnalare il forte rialzo, arrivato a sfiorare i 6 punti percentuali, di Hsbc a Hong Kong (dopo aver guadagnato il 4,2% venerdì), ai massimi intraday dal 2011, dopo che l’edizione domenicale del Times ha riportato che l’istituto bancario starebbe considerando lo spin-off della divisione retail che potrebbe finire sul mercato per una valutazione intorno a 20 miliardi di sterline (quasi 28 miliardi di euro). Venerdì Hsbc aveva dichiarato di stare valutando l’ipotesi di trasferire il quartier generale fuori dalla Gran Bretagna per sottrarsi alle pressioni fiscali e regolatorie. Dbs Group Holdings ha comunicato di aver registrato un progresso dei profitti netti del 10% a 1,13 miliardi di dollari di Singapore (pari a 780 milioni di euro). L’istituto di Singapore, maggiore banca del Sud-Est asiatico per valore degli asset, ha registrato una crescita del 14% delle entrate da interesse nei tre mesi a 1,69 miliardi di dollari (1,16 miliardi di euro), mentre quelle complessive sono aumentate del 12% a 2,74 miliardi di dollari (1,9 miliardi di euro). I prestiti non performanti sono calati dall’1 allo 0,9%. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta della settimana grazie ad alcune brillanti trimestrali societarie. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,12%, l’S&P 500 lo 0,23% e il Nasdaq Composite lo 0,71%. A marzo gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare un decremento dello 0,2% su base mensile dal -1,3% rilevato in febbraio (rivisto da -0,6%), a fronte di un incremento dello 0,3% stimato dagli addetti ai lavori. L’indice “core”, ovvero depurato dal settore trasporti per la difesa, è cresciuto del 2,6% su base mensile dopo il calo pari al -1% della rilevazione precedente. Sul fronte societario Microsoft +10,45%. Il produttore del sistema operativo Windows ha annunciato una trimestral e superiore alle attese. Nel terzo trimestre l’utile è diminuito meno del previsto a 6,59 miliardi di dollari (0,61 dollari per azione) da 6,97 miliardi di un anno prima. Il consensus aveva indicato un Eps di 0,51 dollari. I ricavi sono aumentati a 21,73 miliardi da 20,4 miliardi. Gli analisti avevano previsto un giro d’affari di 21,1 miliardi. Amazon +14,13%. Il gruppo e-commerce ha annunciato risultati della divisione cloud sorprendenti. Complessivamente nel primo trimestre la società ha perso 12 centesimi per azione, un dato in linea con le attese degli analisti. Google +2,91%. Il gigante internet ha pubblicato una trimestrale in crescita. I ricavi sono aumentati del 12% a 17,26 miliardi mentre l’utile è cresciuto a 3,59 miliardi (+4%). Comcast +0,69%. L’operatore via cavo ha rinunciato alla maxi-fusione con la rivale Time Warner Cable. American Airlines Group +2,44%. La compagnia aerea ha raddoppiato l’utile nel primo trimestre a 932 milioni di dollari da 480 milioni di un anno prima. Su base adjusted l’utile si è attestato a 1,73 dollari per azione, 2 cent in più delle attese. I ricavi sono calati dell’1,7% a 9,83 miliardi. Biogen -6,64%. Il gruppo biotecnologico ha pubblicato una trimestrale deludente. L’uti le per azione adjusted si è attestato nel primo trimestre a 3,82 dollari, 10 centesimi meno rispetto alle attese. I ricavi sono aumentati a 2,55 miliardi da 2,13 miliardi (consensus 2,66 miliardi). Xerox -8,75%. La società specializzata nella gestione dei documenti ha chiuso il primo trimestre con ricavi e utili in calo. La società ha inoltre abbassato le stime di utile per l’intero esercizio. Tyco International -5,94%. Anche il fornitore leader di prodotti e servizi per la sicurezza ha rivisto al ribasso le stime per l’esercizio in corso. Europa Le borse europee hanno chiuso l’ultima seduta dell’ottava con il segno più in scia di conti trimestrali in numerosi casi migliori delle attese. Incremento vicino al quarto di punto percentuale per il Ftse100 (+0,24%) a 7.070,7 punti mentre il francese Cac40 è cresciuto dello 0,44% a 5.201,45 punti. Acquisti anche su Ibex e Dax, saliti rispettivamente dello 0,7 e dello 0,74 per cento a 11.505,4 e a 11.810,85. Tra le società che hanno alzato il velo sui bilanci spiccano in particolare le performance di Electrolux (+9,3%) e del Banco de Sabadell (+5,8%). Italia Il Ftse Mib segna -0,88%, il Ftse Italia All-Share -0,81%, il Ftse Italia Mid Cap -0,82%, il Ftse Italia Star -0,28%. Piazza Affari ha chiuso l’ottava in rialzo, venerdì scorso, mentre a Riga si è consumato il meeting molto teso sulla questione Grecia, in particolare, sul piano di riforme che Atene dovrà presentare in cambio di aiuti per 7,2 miliardi di euro. Come da previsioni la riunione si è conclusa con un nulla di fatto ed è tutto rimandato al prossimo Eurogruppo, fissato per l’11 maggio, proprio alla vigilia della scadenza del debito che la Grecia deve rimborsare all’Fmi (oltre 700 milioni di euro). Mario Draghi ha dichiarato che la velocità per trovare un accordo è essenziale perché il tempo sta finendo. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg, alcuni ministri della zona euro avrebbero fortemente criticato nel corso della riunione il collega greco, Yanis Varoufakis, definendolo “un perditempo, un giocatore d’azzardo, un dilettante”. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,98% a 23.427 punti. Acquisti sui titoli del comparto bancario: Ba nco Popolare ha guadagnato il 3,69% a 14,30 euro, Popolare dell’Emilia Romagna lo 0,69% a 7,25 euro, Popolare di Milano il 2,10% a 0,921 euro, Intesa SanPaolo l’1,05% a 3,076 euro, Ubi Banca l’1,93% a 7,39 euro, Unicredit il 2,64% a 6,415 euro. La maglia rosa sull’indice Ftse Mib è stata indossata da Finmeccanica che ha chiuso la seduta con un balzo del 6,51% a 11,77 euro.


I dati macro attesi oggi Lunedì 27 aprile 2015 12:00 GBP Tendenza ordini industriali CBI 15:45 USD Indice direttori Acquisti terziario 19:00 EUR Persone in cerca di lavoro in Francia