In arrivo nuovo farmaco per lo scompenso cardiaco

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La realizzazione di un nuovo farmaco che permette di ridurre del 20% il rischio di mortalità dovuto allo scompenso cardiaco. E’ questa la maggiore novità che ha caratterizzato la 36esima edizione La realizzazione di un nuovo farmaco che permette di ridurre del 20% il rischio di mortalità dovuto allo scompenso cardiaco. E’ questa la maggiore novità che ha caratterizzato la 36esima edizione del congresso dei cardiologi europei tenutosi a Barcellona. All’appuntamento, promosso dalla ESC (European Society of Cardiology), hanno partecipato specialisti da tutto il mondo. Alla base del nuovo prodotto c’è il principio attivo LCZ696. I risultati degli studi, rispetto all’attuale terapia standard con ice-inibitore enalapril, hanno dimostrato una qualità superiore del nuovo principio anche in termini di tollerabilità. “Una rivoluzione”, secondo Milton Packer (University of Texas), che con John McMurray (Università di Glasgow) ha guidato lo studio. Il farmaco sarà formulato in compresse, da assumere 2 volte al giorno. Ha già ottenuto il placet dell’agenzia regolatoria americana FDA. La domanda di registrazione, invece, sarà avanzata all’ente europeo Ema all’inizio dell’anno prossimo. A confezionarlo per tutto il mondo sarà l’Italia, nello stabilimento Novartis di Torre Annunziata. LCZ696 è atteso in Italia nel 2015. Dal summit arriva un altra buona notizia: il cuore degli italiani sta bene ed è più sano che negli altri paesi europei. Si registra una riduzione della mortalità cardiovascolare pari al 33% in 10 anni. Ma il trend positivo interessa un po’ tutta Europa. Lo dimostra uno studio pubblicato sull’European Heart Journal, la rivista ufficiale dell’ESC. L’analisi dei risultati certifica che, in divese nazioni europee, gli uomini muoiono più per cancro che per problemi di cuore. Fa eccezione la Danimarca, dove il sorpasso ha riguardato anche le donne. Nel nostro Paese il fenomeno ancora non si è verificato. Forse perchè da noi, come afferma Matteo Di Biase, Presidente della Società Italiana di cardiologia, “curiamo bene anche il cancro”.