In Campania 5 milioni al voto, assegnati a Napoli 27 seggi su 50

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Saranno poco più di cinque milioni i campani chiamati alle urne domenica 23 e lunedì 24 novembre per eleggere il nuovo Consiglio regionale e il presidente della Giunta. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23 nella giornata di domenica e dalle 7 alle 15 del lunedì, nelle 5.800 sezioni allestite nelle cinque province.

Ripartizione dei seggi e circoscrizioni

In base alla distribuzione proporzionata alla popolazione, la circoscrizione di Napoli sarà quella con il maggior peso nella prossima Assemblea regionale: 27 seggi su 50. Seguono Salerno con nove, Caserta con otto, Avellino con quattro e Benevento con due.

Come votare: preferenze, parità di genere e voto disgiunto

Oltre alla scelta del candidato presidente della Giunta e della lista, gli elettori potranno esprimere fino a due preferenze per i candidati consiglieri. Accanto al simbolo della lista sono presenti gli spazi per scrivere i nomi.

Le preferenze possono essere due, ma obbligatoriamente rispettando la parità di genere: un uomo e una donna. Se vengono indicati due nomi dello stesso sesso, verrà conteggiato solo il primo.

È ammesso il voto disgiunto: si può votare un candidato presidente e una lista non collegata alla sua coalizione.

Soglia di sbarramento ridotta e premio di maggioranza

La consultazione segue la legge elettorale già applicata nella precedente tornata, con alcune modifiche approvate dall’attuale Consiglio. La soglia di sbarramento scende dal 3% al 2,5%. Inoltre, il consigliere regionale che entra in Giunta viene sospeso dalla funzione consiliare.

Il sistema resta proporzionale, ma con premio di maggioranza: alla coalizione vincente sono attribuiti il 60% dei seggi, cioè 30 su 50. Se la coalizione supera il 60% dei voti validi, vengono assegnati ulteriori seggi in modo proporzionale su base circoscrizionale.

È garantita l’elezione di almeno un consigliere per circoscrizione.

Elezione del presidente: turno unico, niente ballottaggio

Sarà eletto presidente il candidato che otterrà il maggior numero di voti nel turno unico, poiché non è previsto alcun ballottaggio. Entra in Consiglio anche il secondo candidato presidente per numero di voti ottenuti.