In Italia crollano le nascite: -11,9 nel primo trimestre. L’Istat: Colpa della pandemia

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“La pandemia ha avuto un impatto rilevante su tutte le componenti della dinamica demografica. La perdita di popolazione ascrivibile alla dinamica demografica negativa è stata pari a 658mila residenti tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021, mentre il deficit è risultato doppio rispetto a quello riscontrato nel biennio 2018-2019 (-296mila)”. Lo si legge nel “Rapporto annuale 2022. La situazione del Paese” presentato oggi a Montecitorio dal presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo.

Nel 2020 si è registrata una drastica contrazione dei matrimoni per effetto delle misure di contenimento della diffusione dell’epidemia. In base ai dati provvisori, nel 2021 il numero di matrimoni è raddoppiato e la crescita prosegue nel trimestre gennaio-marzo 2022, ma non è ancora sufficiente a recuperare i livelli del 2019.

In Italia anche le unioni civili (tra persone dello stesso sesso), diminuite nel 2020 del 33% rispetto al 2019, hanno recuperato l’anno seguente, anche se non completamente. Di contro, la crescita osservata nei primi tre mesi del 2022 è tale da superare sia i valori corrispondenti del 2021 (+20,6%) sia quelli relativi ai primi tre mesi del 2019 (+7,6%).

Il calo della nuzialità non ancora recuperato e la diminuzione di coppie giovani al primo matrimonio hanno ristretto il numero di potenziali genitori, con evidenti ripercussioni sulle nascite a partire dagli ultimi due mesi del 2020 (relativi ai concepimenti di marzo-aprile 2020).

Il crollo delle nascite si è protratto nei primi sette mesi del 2021 per poi rallentare verso la fine dell’anno. Secondo i dati provvisori per il primo trimestre 2022, a marzo il calo raggiunge il suo massimo (-11,9% rispetto allo stesso mese del 2021).

Spagna e Italia non hanno ancora recuperato il calo della natalità del 2020. In Francia, dopo la riduzione osservata tra il 2015 e il 2020, nel 2021 le nascite sono state 3 mila in più. In Germania, a un calo dei matrimoni nel 2021 è corrisposto un balzo nel numero dei nati, il più alto dal 1997.

Nel 2020 emigrazioni, immigrazioni, mobilità interna si sono ridotte fortemente. La dinamica migratoria complessiva ha mostrato lievi segnali di recupero nel 2021, al netto degli aggiustamenti anagrafici. I dati anticipatori di gennaio-marzo 2022 confermano la tendenza all’aumento delle iscrizioni dall’estero (+26,1%) e la contrazione delle cancellazioni per l’estero (-19%), con un saldo migratorio pari a +50mila unità, quasi il doppio rispetto al primo trimestre 2021.