In limine, Gianluca Alberti presenta la sua ultima raccolta di poesie

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in foto Gianluca Alberti

A Napoli, alle 18:30 di venerdì 30 dicembre 2022, la Libreria Raffaello di Gianni Di Costanzo, in via Kerbaker 35, darà la possibilità al poeta Gianluca Alberti di presentare la sua ultima raccolta, «In limine», nella sua città natale, a un anno circa dalla pubblicazione.
Presentatore e moderatore dell’incontro sarà Francesco Bellofatto, docente di Formazione Continua, Comunità e Territorio, e a intervistare l’autore interverrà la dottoressa Adelaide Mazzocchi, psicologa e psicoterapeuta.
Alberti, nato e cresciuto durante la sua infanzia a Napoli, fino all’età di 11 anni, oggi vive a Forlì, dove lavora come insegnante di ruolo nelle scuole superiori. Con una laurea in Filosofia, ha ottenuto anche una qualifica di counselor presso l’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona. Sebbene abbia ormai messo le sue radici sociali nell’altrettanto accogliente Romagna, dove il libro è stato accolto con successo, l’autore rimane orgoglioso delle sue origini partenopee. A chi gli fa notare di averne ormai perso l’accento, egli è solito rispondere: «Ch’aggia fa’? L’accent’ l’aggio pers’, ma ‘o spirit’ è sempre chillo: co’ ‘o sole ind’o core, e ‘o mare ind’a capa! ».
È proprio nelle vie di Napoli che ha sentito nascere in sé la voglia di esprimersi in versi e una delle sue prime poesie “La strada” (pubblicata nel suo primo libro) prendeva spunto proprio dal percorso che da bambino faceva per recarsi alla scuola elementare “Maria Cristina di Savoia”.
Alberti ha dichiarato con nitidezza la finalità dell’opera: «Si dice che a quarant’anni inizi la vita vera di una persona. Ebbene, alla mia pongo questo libro in limine».
Con «In limine», espressione latina che sta per “sulla soglia”, Gianluca Alberti rende partecipi i lettori del suo cammino poetico, rinnovato da una consapevolezza nuova sulla propria scrittura in versi. Un atteggiamento dichiarato già nella dedica iniziale del libro: «… sereno, mi affaccio ad una
nuova vita / oggi è il primo giorno di tutto».
Decisivo nella svolta poetica di Alberti è stato l’incontro con il poeta ed editore Giuseppe Aletti, il quale ha ricordato, nella corposa prefazione che ha scritto per il volume, il rapporto di interazione intercorso tra i due. «Ho avuto la fortuna di accompagnare il poeta Alberti verso l’utilizzo consapevole della parola – ha confessato Aletti-. È stato un percorso lungo e gratificante, mesi di incontri e confronti, sperimentazione e applicazione». Dedizione che alla fine ha portato i suoi eccellenti frutti e la soddisfazione di Aletti, che ha elogiato le qualità letterarie, la poetica e il viaggio emotivo di Alberti. In lui, c’è l’autenticità del sacrificio e questo lo differenzia nel popoloso panorama poetico. Nel percorso dell’autore, ha avuto inoltre grande rilevanza una profonda sensibilità cristiana, fin da piccolo, coltivata anche attraverso la frequentazione di movimenti religiosi cattolici che lo hanno sostenuto nella fede e reso una persona migliore.
Il lavoro che presenta ai lettori si pone come risultato di una crescita interiore, ma anche stilistica e poetica. «In questa nuova raccolta di poesie, forse finalmente degne di tale nome, a fianco ad alcune nuove composizioni l’autore riprende in mano molte di quelle già pubblicate e le rimaneggia alla luce degli insegnamenti di un buon maestro, come quelli proprio del poeta editore Giuseppe Aletti che le pubblica – si legge nel retro di copertina -. Per narrare alcuni tra i suoi vissuti emotivi ed incontri importanti che lo hanno accompagnato fino alla soglia dei quarant’anni, l’autore questa volta non sente più bisogno di appuntare le date ad ogni componimento: saranno loro stessi a condurre per mano il lettore dentro il suo percorso esistenziale».
Le poesie, caratterizzate da essenzialità, verso breve, lasciano una piacevole sospensione nel lettore. L’opera è pubblicata nella collana “I Diamanti”, a cui collaborano personalità di spicco come il poeta e autore di canzoni Francesco Gazzè, il paroliere Alfredo Rapetti Mogol, il maestro Alessandro Quasimodo, figlio del poeta Premio Nobel Salvatore Quasimodo, l’intellettuale Cosimo Damiano Damato e lo scrittore libanese Hafez Haidar, il più importante traduttore di Gibran.