In rally le piazze finanziarie d’oriente

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Le borse europee orientate al rialzo, oggi, sulla scia di Wall Street e dei mercati asiatici, all’inizio di una giornata di dati macroenomici di peso. Stamane, parlando al Forum dell’Eurotower a Francoforte sulla supervisione bancaria, il presidente Bce Mario Draghi ha confermato la volontà di agire sui mercati per “mantenere un livello appropriato di sostegno monetario” rimandando le scelte al meeting di dicembre. Se Francoforte è timida (-0,08%), Parigi sale dello 0,3%, Madrid dello 0,7% e Milano dello 0,55% nel Ftse Mib e dello 0,53% nel Ftse All Share. Positiva anche Londra Gli spread better finanziari si aspettano che l’indice di borsa britannico FTSE 100 apra in aumento di 25-18 punti (+0,4%), il tedesco DAX di 24-11 punti (+0,2%) e il francese CAC 40 di 25-17 punti (+0,5%). Ieri l’indice paneuropeo FTSEuroFirst 300 ha chiuso a +0,39%. Oggi sono attesi i dati Pmi servizi e composito di molti Paesi della zona euro e dagli Usa il rapporto ADP sulla disoccupazione. Sul mercato valutario, l’euro scambia a 1,0929 dollari (1,0959 ieri sera). Euro/yen a 132,35 (132,64). Dollaro/yen a 121,11 (121,03).

Borse asiatiche

Dopo una seduta di moderati guadagni, ieri, per Wall Street, le Borse asiatiche vanno in rally al traino della Cina e di Tokyo. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno toccato guadagni superiori al 4% mentre lo Shenzhen Composite è in progresso addirittura del 5% a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni. A sostenere i corsi sono soprattutto le parole del presidente Xi Jinping dopo la fine del meeting di settimana scorsa del Comitato centrale del Partito comunista cinese, da cui iniziano a emergere i dettagli sul nuovo piano economico quinquennale per il Paese, che comprenderà una riforma del mercato finanziario. Secondo l’agenzia di stampa Xinhua, Xi ha dichiarato che il tasso di crescita del Pil cinese dovrebbe restare intorno al 7% nei prossimi cinque anni, anche se incertezze rimangono per la debolezza del commercio globale e l’elevato debito interno di Pechino. Sul fronte macro, in ottobre il Pmi nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin è tornato a crescere, attestandosi a 52,0 punti da 50,5 punti di settembre (51,5 in agosto) e contro i 50,8 punti attesi dagli economisti. Il rally dei mercati della Cina continentale si è sentito anche a Hong Kong, con l’Hang Seng che guadagna oltre il 2% (ancora meglio fa l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, il cui progresso è superiore al 3%). Rally anche a Tokyo, con il Nikkei 225 che, alla riapertura dopo la celebrazione martedì della Giornata nazionale della Cultura, ha segnato un progresso dell’1,30% al termine degli scambi. La giornata è stata caratterizzata dal debutto del triplice collocamento di Japan Post e delle controllate bancaria Japan Post Bank e assicurativa Japan Post Insurance che si è chiuso con una raccolta di 1.400 miliardi di yen (pari a oltre 10,5 miliardi di euro). L’accoglienza del mercato è andata oltre le attese. Japan Post ha infatti chiuso la seduta con un balzo del 25,71% a 1.760 yen di valore, contro i 1.400 del pricing. Japan Post Bank ha invece guadagnato il 15,24% a 1.671 yen (1.450 yen il prezzo proposto) e Japan Post Insurance addirittura il 55,91% a 3.430 yen (2.200 yen). Sul fronte macro, l’Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato che nel mese di ottobre l’indice della fiducia dei consumatori in Giappone è cresciuto a 41,5 punti da 40,6 punti di settembre (41,7 in agosto). Il dato, sotto alla soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo sin dal marzo 2006, è comunque migliore rispetto ai 41,1 punti del consensus. Un’iniezione di fiducia che ha complessivamente condizionato tutti i mercati della regione anche se per Sydney e Seoul il progresso è stato decisamente più limitato. L’S&P/ASX 200 già aveva vissuto il suo personale rally martedì con un guadagno dell’1,42% e si è apprezzato di appena lo 0,06% in chiusura. Il Kospi ha invece guadagnato lo 0,21% nella seduta. Giornata comunque più che positiva (l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, ha sfiorato un guadagno del 2%), anche grazie a qualche segnale di ripresa del mercato delle commodity: il Brent ha recuperato terreno in overnight su timori per la produzione in Brasile e Libia e anche l’oro è tornato ad apprezzarsi.

Borsa Usa

A New York ieri i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo grazie ai forti acquisti sul settore energetico e su quello tecnologico. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,27% e il Nasdaq Composite lo 0,35%. Il Dipartimento del Commercio U.S. ha annunciato che nel mese di settembre gli ordini industriali sono diminuiti dell’1,0% dopo il decremento del 2,1% registrato ad agosto (rivisto dal -1,7%). Gli economisti avevano stimato un calo dello 0,9% su base mensile. Sul fronte societario King Digital +14,86%. Activision Blizzard (+3,62%) ha annunciato l’acquisto del produttore del famoso videogame Candy Crush Saga per 5,9 miliardi di dollari. American International Group -4,38%. L’utile operativo rettificato del colosso assicurativo nel terzo trimestre è crollato a 691 milioni di dollari (0,52 dollari per azione) da 1,72 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Il dato è anche peggiore rispetto alle attese (consensus 1,03 dollari). American Eagle Outfitters +7,86%. Il rivenditore di abbigliamento ha annunciato un incremento delle vendite trimestrali (a parità di negozi) del 9%. La società ha alzato la stima di utile per azione a 0,34 dollari contro i 0,28-0,31 dollari attesi in precedenza. Sprint -7,22%. L’azienda di telecomunicazioni ha chiuso il secondo trimestre con una perdita di 585 milioni di dollari (0,15 dollari per azione) contro il rosso di 20 milioni dello stesso periodo di un anno prima. Il dato è peggiore rispetto alle attese (consensus -0,07 dollari per azione). Scendono a sorpresa anche i ricavi a 7,98 miliardi da 8,03 miliardi e contro attese a 8,12 miliardi. Per l’intero esercizio la società ha avvertito di attendersi un Ebitda nella parte bassa della guidance (7,2-7,6 miliardi). Archer Daniels Midland -6,81%. Il fornitore di ingredienti per l’industria alimentare ha annunciato una trimestrale in calo e inferiore alle attese. Nel terzo trimestre l’utile è caduto a 252 milioni di dollari da 747 milioni dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono calati a 16,565 miliardi da 18,117 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’utile per azione si è attestato a 0,60 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,70 dollari su ricavi per 17,676 miliardi. Discovery Communications +3,39%. L’emittente televisiva ha aumentato il programma di acquisto di azioni proprie di 2 miliardi di dollari. Kellogg -3,64%. Il produttore di cereali ha annunciato una trimestrale con ricavi e utili in calo. Nel terzo trimestre i profitti sono diminuiti a 205 milioni di dollari da 224 milioni dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono calati a 3,3 miliardi da 3,6 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’utile per azione si è attestato a 0,85 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,84 dollari su ricavi per 3,42 miliardi. Chevron +3,3%. Il petrolio (Wti) ha chiuso in rialzo del 3,81% a 47,90 dollari al barile.

Europa

Partono al rialzo stamane le Borse europee con il Cac40 di Parigi che sale dello 0,30%, la borsa di Londra con il Ftse100 che segna un +0,40% e l’Ibex di Madrid (+0,63%). Debole invece il Dax30 di Francoforte che apre la seduta con un progresso dello 0,10%, ma scivola sotto il riferimento poco dopo.

Italia

Le Borse del Vecchio Continente ieri si sono prese una pausa di riflessione, una seduta mediamente nulla, con Londra e Parigi di poco sopra la parità mentre Milano e Francoforte hanno finito poco sotto. Insomma, una giornata ininfluente dato che la variazione minima negli indici è il risultato di performances contrastate fra i vari settori. Da sottolineare soprattutto la debolezza del settore bancario: soltanto due titoli, BpM (+0,59%) e Mediobanca (+1,08%) si sono salvati dalle vendite, per gli altri solo ribassi: Unicredit (-1,10%), Intesa Sanpaolo (-1,13%), Ubi Banca (-1,34%), Banco Popolare (-1,60%), Bper (-2,28%) e Banca MPS (-2,73%). Altri due titoli hanno lasciato sul terreno più di un punto percentuale, si tratta di Unipol (-1,30%) e Finmeccanica (-1,26%). Dato che il nostro Ftse Mib (-0,10%) è comunque sceso solo frazionalmente ovviamente abbiamo avuto anche titoli in forte guadagno. Giornata eccellente per il comparto petrolifero che nelle ultime sedute è stato riscoperto dal mercato. In vetta alla classifica delle performances giornaliere Tenaris (+4,03%), seguito a ruota da Saipem (+3,71%), ma un buon contributo all’indice è arrivato anche da Eni (+1,08%). Torna sopra quota 15 euro Moncler (+1,96%) e si allontana dai minimi dell’anno Cnh Ind. (+1,44%) Terzo rialzo di fila per Stm (+1,10%) che cerca di riprendersi dopo i cali della scorsa ottava. Da segnalare infine i rialzi degli assicurativi: Generali (+0,98%) ed UnipolSai (+0,89%) che proseguono il minitrend rialzista iniziato una decina di giorni fa.


I dati macro attesi oggi

Mercoledì 4 novembre 2015

01:30 AUD Vendite al dettaglio (Mensile) (Set)

09:00 EUR Discorso del Presidente della BCE Draghi

10:00 GBP Indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi (Ott)

14:15 USD Variazione dell’occupazione non agricola (ADP) (Ott)

16:00 USD Testimonianza della Presidente della Fed Yellen

16:00 USD Indice ISM non manifatturiero (Ott)