In rappresentanza dei tantissimi coraggiosi italoamericani nelle forze dell’ordine

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da: wetheitalians.com  di: Umberto Mucci

 

Qui a We the Italians siamo sempre stati e sempre saremo grati alla polizia americana. Nel corso degli anni, molti italoamericani si sono tradizionalmente arruolati nelle forze dell’ordine americane, in tutti gli Stati Uniti, e in particolare sulla costa orientale.

È per questo che siamo orgogliosi e felici di aver intervistato l’ispettore Joseph Gallucci, un decorato membro della NYPD Columbia Association, l’organizzazione che riunisce e rappresenta gli italoamericani che lavorano nel dipartimento di polizia di New York. Nel ringraziarlo, in realtà intendiamo ringraziare tutti i nostri connazionali che hanno servito e servono per difendere la sicurezza del popolo americano.

Joe, dicci qualcosa su di te
Beh, io sono nato e cresciuto a New Rochelle, New York, e sono il nipote di immigrati italiani: tutti i miei nonni sono nati in Italia. I Gallucci provengono da una piccola città chiamata Calitri, in provincia di Avellino. Sono stato in quella città in molte occasioni e ho ancora contatti con la parte della mia famiglia che è ancora lì. Sono nella polizia di New York da oltre 35 anni. Attualmente ho il rango di ispettore e sono impegnato nel dipartimento che si occupa di antiterrorismo.

Sognavi di diventare un agente di polizia, da bambino?
No, diventare un agente di polizia non è mai stato nei miei sogni da bambino. Il mio sogno era quello di giocare a baseball per i NY Mets. Io amo il baseball e i Mets sono la mia squadra del cuore, quindi il mio sogno d’infanzia era quello di essere un giocatore professionista della mia squadra, ma a quanto pare non ero abbastanza bravo. Il motivo per cui non sognavo di diventare un agente di polizia non è perché pensassi che non sarebbe stata una carriera interessante: semplicemente non ci pensavo perché nella mia famiglia non c’erano altri agenti di polizia, io sono il primo.

Mio padre era un artigiano che lavorava il legno, e poi divenne il vicepresidente di una società che si occupava di tipi di legno molto rari ed esotici provenienti da tutto il mondo. La società era nella parte sud del Bronx: a volte da piccolo, quando non andavo a scuola, lo andavo a trovare al lavoro e mi piaceva sempre incontrare per strada i poliziotti newyorchesi: ma non mi vedevo come uno di loro, anche se sentivo il massimo rispetto per loro e in generale per la polizia.
Quando feci il test per entrare in polizia, frequentavo la St. John’s University; successivamente avrei conseguito anche un master in finanza presso il Manhattan College. Ma mentre frequentavo l’università, un mio collega di corso voleva assolutamente diventare un agente di polizia. Stava per sostenere l’esame e mi ha convinto a fare lo stesso, anche se la prima volta che me lo propose io dissi di no. Non mi ci vedevo, non pensavo che avrebbe potuto essere il mio lavoro, anche se, ripeto, ho sempre avuto il massimo rispetto per i poliziotti. Il mio amico mi convinse a fare l’esame, e lo passai. E 35 anni dopo sono ancora nel NYPD.

Il tuo amico, era italoamericano?
No, era irlandese.

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