In ricordo di Tino Santangelo

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In foto Tino Santangelo
di Paolo Pantani 
Gargano, Casavola, Lello, Nicolais, Santangelo… se ne vanno tutti: “triste, solitario y final”
come le ultime parole del tango di Gardel.
“I leoni”, diceva Fabrizio Corbara, principe di Lampedusa, “la dignità e la forza nella lotta”,
il guaio è che adesso abbiamo gli sciacalli e le iene, che vivono di espedienti e sulle spoglie altrui.
A Tino Santangelo devo molto, fu lui a preparare l’atto costitutivo nel 1995 (tutto assolutamente gratuito, neanca la spese di registrazione) della prima Associazione per il Diritto all’acqua pubblica, la Nea Hidros.
Fu lunico atto di solidarietà istituzionale, benché esternalizzato e professionale, non eravamo fra i “fedelissimi”.
Tino era un uomo libero, mi segnalò di passare in sala giunta per vedere l’abbraccio fra Bassolino e Alfredo Romeo, preludio della nomina di Bassolino a ministro, Governo D’Alema. Capii che con questi partiti non c’è niente da fare, ci vuole per forza un’altra “cosa”, lavoriamoci ancora, i tempi sono maturi.