In ‘Storie che incantano’ Fontana spiega il lato narrativo dei brand

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Roma, 9 mag. (Labitalia) – Esce oggi, mercoledì 9 maggio, ‘Storie che incantano. Il lato narrativo dei brand’, il nuovo libro edito da Roi Edizioni di Andrea Fontana, autore rivelazione di ‘Storytelling d’impresa’ e ‘#Iocredoallesirene. Come vivere (e bene!) in un mare di fake news’. Fontana è docente di ‘Storytelling e narrazione d’impresa’ all’Università degli studi di Pavia e lavora da anni a contatto con grandi aziende e istituzioni per perfezionare i ‘racconti’ dei loro brand, prodotti o servizi. Nel 2015 ha ricevuto il Premio Curcio per la diffusione della cultura.

Dalle video-novel di Youtube alle Instagram Stories, dalle narrazioni di marca al brand journalism, dagli spazi urbani alle piattaforme espanse, viviamo in un momento storico che molti definiscono ‘era narrativa’, in cui siamo bombardati da un flusso incessante di contenuti e informazioni che ci arrivano sotto forma di narrazione.

“Con l’esplosione del web e dei social media – afferma Fontana – la componente emozionale e narrativa è decisamente predominante sulle classiche dimensioni di razionalità, praticità e utilità. E così ci ritroviamo a competere con gattini, bufale e contenuti visivi e testuali di tutti i tipi”.

“Nel mondo del business di oggi, molti competono narrativamente, perché le grandi aziende hanno capito che la narrazione è una competenza chiave nel branding. Anche la politica si è accorta di quanto influisca un racconto credibile sull’opinione pubblica, specialmente durante la campagna elettorale. Per questa ragione, ormai non basta più saper raccontare. Diventa rilevante saper raccontare storie che incantano”, spiega.

“Coloro che desiderano raccontare (i propri prodotti, i propri brand, se stessi) non devono trovare un modo di far sentire la propria voce forte e chiara, per questo basterebbe urlare più forte degli altri. Cosa che tutti provano a fare. È necessario solo connettersi meglio agli altri”, aggiunge.

“Con una storia, non siamo più di fronte a un prodotto da comprare, un’azienda da seguire o un servizio da sottoscrivere. Siamo di fronte all’eleganza di un contenuto, all’ispirazione di un’immagine, alla grazia di un brano musicale, all’autenticità di un gesto che parla di noi nel quale sentirci al sicuro. L’incanto serve per distinguersi nei mercati saturi e nel rumore dei tanti contenuti che fruiamo ogni giorno online e offline”, conclude.