In Umbria oltre 5.500 imprese green

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Roma, 12 mar. – (AdnKronos) – Sono oltre 5.500 le imprese dell’Umbria che hanno effettuato investimenti in prodotti e tecnologie green nel periodo 2011–2017. E la green economy è una leva per lo sviluppo: le medie imprese manifatturiere che hanno investito negli ultimi tre anni
in tecnologie green prevedono un aumento del fatturato nel 57% dei casi. 
La sostenibilità, dunque, è sempre più strategica. Se ne parla il 14 marzo a Perugia: nel capoluogo umbro fa tappa per la prima volta ‘Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale’, la kermesse della responsabilità sociale d’impresa giunta quest’anno alla sua sesta edizione.

L’appuntamento è all’Università degli Studi – Dipartimento di Scienze Politiche dove saranno presentate le testimonianze di Aboca, Enel, Cardinalini, Regusto, Fondazione La Città del Sole, Fondazione Nice To Meet You, Cooperativa Asad, TeamDev. L’Università degli Studi di Perugia, dichiara il rettore, professor Franco Moriconi, “dimostra ormai da anni, nei fatti, la sua attenzione verso il tema della sostenibilità, anche mediante le numerose iniziative intraprese riguardanti il job placement e rivolte all’incontro e al confronto con le cosiddette imprese sociali”.

Secondo il rettore, “la capacità di relazionarsi in maniera non solo continua ma soprattutto attenta con il mondo del lavoro è da tempo considerato un fattore fondamentale anche nella scelta dell’Università da parte dei giovani. Le università devono quindi, in primis, acquisire sempre di più la capacità di uscire dai confini del mondo accademico per confrontarsi efficacemente con la realtà”.

Tra le aziende protagoniste della tappa umbra, troviamo Aboca che presenta fra gli altri il Progetto Valtiberina per promuovere la riforestazione di alcune aree della Valle con l’obiettivo di compensare le emissioni legate alla mobilità delle flotte aziendali e delle auto private dei cittadini. Considerando le caratteristiche climatiche della zona, le specie vegetali utilizzate nel rimboschimento (Acero, Frassino, Cerro, Roverella, Abete Douglas), e una densità di impianto di 800-860 piante ad ettaro, è stato possibile stimare (elaborazione di Pnat, Università degli studi di Firenze), che la CO2 assorbita e stoccata dal bosco durante i suoi 60 anni di vita sarà di 882.7 tonnellate per ettaro.

C’è poi Agricolus, una piattaforma web per lo smart farming (coltivazione intelligente) che rende semplice per gli agricoltori l’utilizzo delle tecnologie più innovative e permette di ottimizzare le coltivazioni, prevedendo la probabilità di infestazioni di insetti o ottimizzando l’utilizzo di trattamenti o irrigazioni, in base alle effettive esigenze del singolo appezzamento di terra. Come funziona? Agricolus raccoglie dati agronomici da diverse fonti (sensori, droni, satelliti, trattori ed operatori sul campo) e tramite l’utilizzo di algoritmi è in grado di attivare sistemi di allerta fitosanitaria, di supporto alle decisioni agronomiche, gestione delle scorte di magazzino e del quaderno di campagna.

“Il Salone approda a Perugia, nel cuore di una regione ricca di esperienze interessanti, vocata all’innovazione sociale, con una grande attenzione al territorio. Le iniziative presentate dimostrano che anche le organizzazioni più piccole possono essere ‘Csr oriented’. Spesso in queste Pmi è presente quella che chiamiamo ‘Csr inconscia’: anche se non dichiaratala, la sostenibilità è una scelta strategica che porta risultati positiva all’organizzazione e ai suoi stakeholder” commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore.