Inaugurazione anno giudiziario, Riello sulle baby gang: Giovani spregiudicati sicuri dell’impunità

41
in foto Luigi Riello, procuratore generale presso la Corte di Appello

Negli ultimi due anni sono state messe a segno ben 52 stese in cinque diversi quartieri della città. Lo ha sottolineato, nel suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore generale di Napoli Luigi Riello. ”Si sono registrate – ha poi detto il pg – numerose rapine con armi ai danni di banche, supermercati, uffici postali da parte di minorenni spregiudicati che agiscono spesso a volto scoperto perché incuranti di essere identificati, tanto che ai rappresentanti delle forze dell’ordine ripetono quasi sempre questa frase: ‘non potete farci niente’ ”. Diminuisce sì il numero complessivo dei procedimenti a carico di minorenni (- 24) ma aumentano quelli per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, reati contro il patrimonio. Riello ha affermato che la violenza giovanile ”non si risolve solo con la falce della repressione”. Occorre schierare ”un esercito di insegnanti e una scuola che funzioni”, e comunque ”fermezza e recupero non sono concetti tra loro confliggenti”. Riello dice no a una visione ”carcerocentrica” e si schiera a favore di ”misure alternative”. ”Non credo – ha aggiunto – sia necessario abbassare l’età imputabile”. Il pg ritiene, tra l’altro, si debba modificare la normativa in materia di inosservanza dell’obbligo scolastico ”punita con una irrisoria pena pecuniaria” ed ”estendere il potere di arresto del minorenne da parte della polizia giudiziaria, oggi limitato ai delitti per i quali è prevista la reclusione non inferiore ai nove anni, e le ipotesi di accompagnamento di minori colti in flagranza allo scopo di evitare che la polizia giudiziaria di sovente costretta a riaffidare il giovane alla famiglia pur di fronte a condotte particolarmente gravi quali la resistenza a pubblico ufficiale, lo spaccio di droga e la detenzione di arma da sparo”.

“La maggior parte della musica che compone il repertorio de I Bassifondi – spiega Simone Vallerotonda – è stata immaginata e scritta con l’idea di esser suonata insieme ad altri strumenti. Autori come Kapsberger, Corbetta, Piccinini, de Visée, Granata, Weiss e molti altri, hanno scritto la loro musica con l’aggiunta della parte del basso continuo, oppure hanno trasformato la loro intavolatura per strumento solista, in una partitura a più voci, o hanno, in casi più espliciti, scritto direttamente musica per consort di liuti, o per liuto e altri strumenti. Numerose son le cronache dell’epoca che ci testimoniano una maniera di suonare questa musica “a più strumenti”. Spesso i chitarristi solevano farsi accompagnare da tiorbe, colascioni, liuti e viceversa. Sulla base delle testimonianze scritte e delle fonti musicali e iconografiche a nostra disposizione, “I Bassifondi” si propongono dunque di riscoprire e offrire al pubblico questa musica, in una versione da camera”.

Ad impreziosire la serata, una sorpresa per il pubblico di Palazzo Zevallos: “ci aspettiamo l’incursione di Daniele Sepe, – rivela Vallerotonda – col quale condivideremo una leggendaria partitura per colascione. Un’autentica sorpresa anche per noi!”. “I Bassifondi” sono inoltre impegnati nella presentazione dell’album di debutto “Alfabeto falso” (Arcana, 2017), dedicato alla musica per chitarra e tiorba del primo Seicento italiano e spagnolo. Un repertorio sconosciuto, caratterizzato da bizzarrie, come l’utilizzo dell’alfabeto ordinario come sistema con cui i chitarristi dell’epoca segnavano gli accordi: ad ogni lettera corrispondeva un accordo. In questo “alfabeto falso”, però, le lettere graficamente segnate da un taglio, indicavano accordi ricchi di dissonanze spesso molto ardite. “Alfabeto Falso”, viaggio musicale dentro una misteriosa e antica tradizione con sorprendenti aspetti di avanguardismo, è stato nominato negli ICMA 2018 (International Classical Music Award) tra i migliori dischi di musica strumentale barocca.

Biglietto intero 10€ | biglietto ridotto 7€, biglietti disponibili su azzurroservice.net o al botteghino mezz’ora prima del concerto. L’ingresso entro le ore 19.00 da diritto alla visita, inclusa nel prezzo del biglietto, della mostra “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo”, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca.