Inaugurazione anno giudiziario Tar, Torsello: Il processo telematico è una riforma epocale

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in foto Mario Torsello, segretario generale della Giustizia amministrativa

“Una riforma epocale, una rivoluzione tecnologica e organizzativa”: così, Mario Torsello, segretario generale della Giustizia amministrativa, oggi a Napoli per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della giustizia amministrativa, ha commentato le modalità di funzionamento del processo amministrativo telematico (PAT) grazie al quale, ha sottolineato Torsello, “l’avvocato che ha il proprio studio a Napoli non deve venire a Roma per depositare un atto di appello”. Grazie al PAT, infatti, “può leggere le memorie delle controparti direttamente dal proprio computer, da Napoli, in tempo reale, e senza bisogno di farle ritirare presso la Segreteria dell’Ufficio giudiziario. Praticamente una svolta”. Torsello ha ricordato che oggi “sono pochissimi i Paesi al mondo che hanno il nostro livello di digitalizzazione, come è attestato anche dal Premio Agenda Digitale 2017 attribuito dalla School of Management del Politecnico di Milano. Questo risultato – prosegue Torsello – è stato possibile solo grazie al confronto continuo con gli avvocati, per risolvere insieme le problematiche legate alla fase di avvio. Si tratta di un passaggio fondamentale verso il cammino di modernizzazione della giustizia amministrativa per fornire ai cittadini un servizio giustizia sempre più efficiente”. Giovanni Guzzetta, componente laico e vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, ha sottolineato l’importanza, soprattutto in questo momento, “di proseguire nel dialogo serrato con le istituzioni politiche, Governo e Parlamento, cui spettano decisioni importanti per il miglioramento del servizio offerto dalla Giustizia Amministrativa, dal reclutamento del personale per la copertura dell’organico alla riforma del procedimento disciplinare”.
Il presidente del Tar della Campania parlando della situazione della giustizia amministrativa ha precisato: “Abbiamo goduto di una scarsa legittimazione sociale, perché da parte di commentatori non addetti ai lavori spesso ci vengono imputati comportamenti che riguardano attività extra istituzionale. Sul punto mi rivolgerò all’organo di autogoverno perché deve essere questo organo a introdurre meccanismi di prevenzione ad atti corruttivi. Dobbiamo proiettare una immagine della giustizia amministrativa che sia rispondente alla realtà che è una realtà positiva”.
E ha aggiunto: “Oggi il Tar ha gli strumenti adeguati e la giustizia amministrativa risponde. Non è possibile affermare che il problema della lungaggine dell’azione amministrativa stia nel contenzioso. Il ritardo se e quando c’è è a monte. Viene scaricato sul contenzioso il ritardo che l’amministrazione accumula sulla fase del procedimento amministrativo che è imputabile a una certa complessità del quadro normativo e a certe difficoltà operative della burocrazia. Il fatto che ci sia il contenzioso finale, che è ineliminabile perché è una forma di tutela costituzionale, finisce col dare la stura a chi scarica sulla fase contenziosa i ritardi. Fino agli anni ’90 la giustizia amministrativa non era processualmente attrezzata per far fronte con sollecitudine a questi contenziosi, dal 2000 con la legge 205 che ha introdotto nuovi strumenti processuali e dal 2010 con il codice del processo amministrativo, gli strumenti processuali per la definizione veloce del contenzioso sui temi sensibili che sono ad esempio gli appalti e l’organizzazione degli enti locali ci sono e la giustizia risponde”.
La giustizia amministrativa “è un dato ineliminabile della tutela del cittadino, stabilito dalla Costituzione, e non frappone problemi di ordine temporale né di lungaggini” ha detto ancora Salvatore Veneziano. Rispondendo ai cronisti, il presidente ha definito “fuor di luogo, più de relato che in modo documentato” l’attacco della politica di cui spesso il Tar è stato oggetto. Il presidente del Tar della Campania ha citato infatti “studi sui contenziosi nel settore degli appalti e studi comparativi con altri Paesi o con la giustizia italiana civile”.