Inchiesta appalto Cardarelli, Romeo Gestioni: Sempre lasciati soli contro i clan

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“La Romeo Gestioni è sempre stata contro la camorra e sempre è stata lasciata sola”. Così, in una nota, la Romeo Gestioni commenta l’inchiesta sulle estorsioni a ditte che svolgono lavori in appalto nell’ospedale Cardarelli di Napoli. Dal 2014, anno in cui Romeo Gestioni ha vinto l’appalto-Cardarelli – informa la nota – l’azienda “ha fatto infinite operazioni di monitoraggio e di controllo del proprio personale”. E – ad oggi – non le è pervenuta alcuna informativa da parte dell’autorità giudiziaria “che la mettesse in allerta o al corrente di pericoli di genere criminale sul suo personale. A maggior ragione, se ci fossero stati casi di comportamenti di stampo camorristico”. E in ogni caso – a valle delle certificazioni autorizzative previste dalla norma – Romeo Gestioni “ha avviato procedure di controllo e bonifica del personale, senza mai – ripetiamo, mai – avere riscontro di qualche genere dalle sutorità interpellate”. L’enfasi su Romeo Gestioni “ha il sapore di una intimidazione a 360 gradi, se si tiene conto delle importantissime decisioni di Corte di Cassazione e Consiglio di Stato di cui è in attesa la stessa Romeo Gestioni, che si trova così al centro di un ennesimo attacco mediatico gratuito e gravissimo che rischia di danneggiare la vita delle ventimila famiglie che gravitano intorno alla società. Ventimila famiglie”. È evidente – sottolinea la nota – che Romeo Gestioni “adotterà ogni provvedimento necessario a propria tutela nel caso avesse specifiche comunicazioni da parte dell’autorità competente. Anche per questo, e a memoria generale, sottolinea che per propria prassi di corretta gestione, nello specifico caso dell’appalto-Cardarelli ha effettuato: nove esposti all’autorità giudiziaria – tra ottobre 2014 e aprile 2016 – sui possibili rischi di infiltrazioni criminali, che sono stati tutti, senza distinzioni, archiviati dalle stesse autorità, tra cui Anac, Prefettura, Questura, Regione oltre al Cardarelli stesso; oltre 400 provvedimenti di contestazione disciplinare interessanti circa 200 diversi dipendenti, che hanno dato luogo, a seguito del complessivo, conseguente iter giuslavoristico anche di tipo giudiziale, a: 6 provvedimenti di ammonizione; 134 applicazioni di multe; 60 provvedimenti di sospensione dal lavoro; 10 provvedimenti di licenziamento; 6 trasferimenti in altri cantieri”. Come se non bastasse, i responsabili dell’azienda hanno avuto ripetuti incontri con il prefetto dell’epoca – dottoressa Gerarda Maria Pantalone – per verificare la presenza o insistenza di attività a rischio. Di più, Romeo Gestioni su questi temi ha coinvolto anche il Tribunale di Napoli con citazione del 3 dicembre 2016, come si potrà notare anche dalle cronache di quei giorni che nessuno sembra ricordare. A fronte di questo immane lavoro (e anche di risultati gestionali eccellenti sul Cardarelli, come testimoniato da oltre 140 encomi delle varie strutture ospedaliere) – ripetiamo – mai nessun riscontro è stato dato dalle varie autorità interpellate a Romeo Gestioni. Per questo Romeo Gestioni “è costretta a fare chiarezza e a chiedere che altrettanta attenzione elimini ogni sospetto sul suo operare”. La nota rileva: “La verità storica e documentata, in sintesi è la seguente: Romeo Gestioni ha vinto la gara per le pulizie nell’Ospedale Cardarelli nel 2014; per legge, le società che subentrano ad altre in quel tipo di appalti devono assumere in toto il personale già operante, e quindi era obbligata ad assumere il personale della precedente ditta; per legge, e per prassi propria, Romeo Gestioni – prima di iniziare le attività – ha fatto una analisi puntuale di tutte le identità prese in carico, chiedendo tutte le certificazioni necessarie e previste alle autorità preposte, Prefettura in primis, e non ha mai avuto indicazioni a regolarsi diversamente”.