Inchinarsi sempre deforma la spina dorsale

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Diciamoci la verità: qualcuno è terrorizzato dall’idea che le cose possano cominciare ad andar meglio perché questo significherebbe mettere in evidenza che non c’è solo la discesa per la nostra bistrattata nazione e che il potere sinora, e da molto, ha manifestato prevalentemente la sua incompetenza e iniquità.
Le forze che ora guidano l’Italia sono nate sotto la spinta di desideri e di un profondo malessere diffuso, poi sono diventate intenzioni quindi proponimenti e ora sono progetti che devono diventare azioni e ottenere cambiamenti.
Ogni fase evolutiva di questi movimenti, presentava una competenza prevalente che poi si estendeva in un’altra per governare la fase successiva e cos’ via.
Sintetizzo in modo semplice: all’inizio la competenza è stata emotiva, poi è diventata sociale sviluppando un pensiero critico elaborativo, ora occorre una consistente abilità realizzativa che giochi anche come contro dipendenza se si vuole realizzare l’interdipendenza.
Su molti aspetti siamo stati, e siamo, dipendenti mascherando questa come ragionevolezza e poi appena si cerca di cambiare copione, vedi la reazione di Macron che si sorprende della reazione del “dipendente”.
La strada per l’interdipendenza richiede il passaggio alla contro dipendenza, questo è studiato in termini sociologici come evoluzione delle relazioni, e quindi se è necessario facciamolo perché inchinarsi continuamente può far male alla spina dorsale (soprattutto inchinarsi ai nani).
Certo che la sfida è complessa e quindi le abilità devono essere notevoli per non cadere in tutte le trappole che i veterani del potere negativo sono in grado di mettere in atto per difendere i loro interessi.
Sul piano intellettuale e direi filosofico stiamo assistendo a una lotta tra il determinismo negativo che sottolinea i vincoli del cambiamento e così facendo tende a mantenere il vantaggioso status quo (
chi gioca questo ruolo evidenzia perché non si può e così facendo fa crescere i vincoli di cui si lamenta o che presidia per il proprio tornaconto) e il possibilismo positivo che ha pochi argomenti perché invisibile e senza esperienza ma solo speranza.
La dialettica è in realtà misera perché l’essere contro è una posizione della mente ipnotizzata dall’essere nemico.
Manca la dialettica perché veramente non si riesce ad avere uno scopo comune quindi ovviamente i mezzi sono utilizzati in modo diverso.
Anche questo purtroppo fa perdere tempo, energie, denaro, e tutto il resto.
Il possibilismo positivo deve cercare conferme per creare esperienza e alla fine rendere credibile quest’ ulteriore passaggio evolutivo: dai progetti alle azioni.