Incidenti sul lavoro, dati Inail: nel 2017 denunce stabili ma +1,1% quelli mortali

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Tra gennaio e dicembre sono state presentate all’inail 635.433 denunce di infortuni sul lavoro (-0,2% rispetto al 2016), 1.029 delle quali con esito mortale in aumento del +1,1% rispetto al 2016 e un calo del 12,2% rispetto al 2015. prosegue invece il trend in diminuzione delle malattie professionali (-3,7%). sono i dati analitici disponibili nella sezione ”open data” del sito inail. il calo delle denunce d’infortunio, 1.379 casi in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, spiega l’istituto, è dovuta esclusivamente al calo degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro (-0,7%), mentre quelli in itinere, nel tragitto casa-lavoro e viceversa, hanno avuto un incremento (+2,8%). confrontando l’intero 2017 con il 2016 si registra, quindi, un calo dello 0,2%. sull’inversione di tendenza registrata rispetto allo scorso anno ha avuto un peso decisivo il mese di dicembre, nel quale sono state rilevate 3.395 denunce in meno (39.524 contro 42.919) rispetto allo stesso mese del 2016 (-7,9%), in presenza di un numero più basso di giorni lavorativi (18 contro 20). per quel che riguarda gli incidenti mortali i dati registrano nel 2017 rispetto all’anno precedente registrano incrementi solo per le morti avvenute in itinere (+5,2%), mentre quelle in occasione di lavoro sono diminuite dello 0,4%.tra i motivi dell’incremento delle denunce mortali, spiega ancora l’inial, rientrano senz’altro i cosiddetti incidenti plurimi, eventi, cioè, che hanno provocato la morte di almeno due lavoratori contemporaneamente. nel 2017 si sono verificati, infatti, 13 incidenti plurimi rispetto ai sei del 2016. tra gli incidenti plurimi del 2017 spiccano, in particolare, le due tragedie avvenute in gennaio in abruzzo, a rigopiano e campo felice. dall’analisi territoriale emerge un aumento delle denunce mortali nel nord-ovest e nel mezzogiorno e un calo nel nord-est e nel centro. l’incremento maggiore (+44 decessi) si è avuto nel nord-ovest (lombardia +19, liguria +16, piemonte +7, valle d’aosta +2), seguito dal mezzogiorno con 15 casi in più (abruzzo +28, molise +2, campania -9, puglia -3, basilicata -3, calabria nessuna variazione) e dalle isole, con un caso in più (sicilia +5, sardegna -4). le denunce di infortunio con esito mortale sono in diminuzione, invece, nel nord-est (-40 casi), dove ai cali rilevati in veneto (-28), emilia romagna (-13) e provincia autonoma di trento (-5) si contrappone l’incremento del friuli venezia giulia (+6 casi), mentre per la provincia autonoma di bolzano non si rileva nessuna variazione. in diminuzione anche il dato del centro (-9 decessi), sintesi della riduzione rilevata in umbria e nelle marche (-5 ciascuna) e dell’aumento di un caso nel lazio, con la toscana che conferma, invece, lo stesso numero di denunce del 2016. l’incremento osservato nel confronto ”di periodo” tra i 12 mesi del 2016 e del 2017 è legato sia alla componente maschile, per la quale le denunce di infortunio con esito mortale sono aumentate di sei unità, da 921 a 927 (+0,7%), sia a quella femminile, passata da 97 a 102 decessi (+5,2%). l’analisi per classi d’età evidenzia un notevole incremento per i lavoratori di età compresa tra i 40 e i 49 anni (+53 decessi) e di quelli tra i 55 e i 64 anni (+20 casi) e, al contrario, un calo altrettanto rilevante per la classe 50-54 anni (-45 morti). per entrambi gli anni è rimasto invariato il numero delle denunce che hanno riguardato lavoratori italiani (861) e stranieri dell’unione europea (49), mentre tra i lavoratori extracomunitari è stato rilevato un aumento di 11 casi (119 nel 2017).