L’estate va, verrebbe da osservare: “fin troppo”, e le notti torride mal si conciliano con il sonno per buona parte della popolazione. Non vale solo per gli italiani, poiché tutta l’Europa è esposta ai raggi roventi del Sole. Oltre al caldo eccessivo, sono anche altri i motivi che non fanno trascorrere notti tranquille. Se dovessero in qualche modo riuscire ad addormentarsi, sarebbero gli incubi ad allontanarli ben presto dalle braccia di Morfeo.
Sono essi spesso il riassunto dei fatti a cui hanno assistito durante il giorno, talvolta anche coinvolgendoli in prima persona. Senza voler sminuire in alcun modo ciò che è capitato, anche con violenza, al bottegaio di fiducia o al fioraio per tutte le occasioni, è qualcosa di incruento che fa spalancare gli occhi, non chiuderli in tutta tranquillità, come il ritmo circadiano prevede di norma.
Oltre alle disgrazie innaturali che sta patendo il mondo, per ora attive in ordine sparso, anche altro stressa pesantemente la mente degli italiani e non solo. È il disagio economico, non più di poco conto, che da tempo sta assillando il mondo, anche se con diverse gradazioni di importanza.
Volendo limitarsi a constatare quanto è ormai di norma, non certo normale, in quasi tutte le fasce sociali, è la ridotta capacità di spesa, per diversi generi di problemi, che porta alla forte limitazione, se non proprio alla rinuncia, di poter dare qualunque genere di risposta ai bisogni quotidiani. Tra essi sono compresi quelli di prima necessità.
Chi si occupa di questo genere di situazioni in quanto problema sociale sa bene che, come è successo anche nel passato recente, esse possono esplodere all’improvviso. A quel punto, di norma, si innesta una fase del vivere di solito molto diversa, anche nel quotidiano. Accanto al termine Economia compare la specifica “di guerra” e, di conseguenza, i comportamenti subiscono cambiamenti radicali, talvolta al limite della tollerabilità.
“Cui bono?” Chi può trarne vantaggio? Avrebbe sentenziato Cicerone, ben sapendo che la risposta sarebbe stata “nessuno”. Da allora a oggi è cambiato poco o niente.
Per ora, buone vacanze per quanti potranno ancora godere di un periodo di riposo, fino all’esaurimento delle scorte. Già ora esigue.





































