Indagine di Confimprese: Pmi italiane all’estero, moda e ristorazione in stallo. Export, cresce il ruolo di Sace

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È una fotografia in chiaro scuro quella che emerge dalle ultime rilevazioni del Centro studi retail Confimprese sull’internazionalizzazione delle aziende italiane e sui piani di sviluppo stimati per l’anno in corso.
Su un panel di circa 40 rispondenti di medie e grandi dimensioni, la previsione è pari a 390 aperture e 128 chiusure, che porta il delta a 262 nuove aperture. È un quadro generale che riflette la situazione pre-pandemica: nel 2020 i punti vendita delle imprese associate presenti all’estero erano 3620, di cui 2491 nel non food, 620 nell’abbigliamento e accessori, 509 nella ristorazione.
Il settore con prospettive migliori è il non food con 292 aperture: in testa immobiliare, make up e cura persona, arredo casa, comparti che anche in Italia sono stati soggetti a un regime meno restrittivo delle misure di contenimento del virus.
Seguono molto distanziati l’abbigliamento e accessori con 54 punti vendita e la ristorazione con 44, numeri irrisori che segnalano un momento di stallo preoccupante per due settori fondamentali del made in Italy.
“La previsione di aperture sui mercati esteri – dichiara Mario Resca, presidente Confimprese – denota la necessità del retail di proseguire nello sviluppo delle reti distributive per conquistare quote di mercato in Paesi come il Sud-est asiatico e il nord America, dove permane l’interesse per i prodotti iconici del made in Italy. Le imprese hanno beneficiato anche della crescita dei prestiti Sace, che nel 2020 ha mobilitato risorse per 46 miliardi raddoppiando i volumi del 2019 a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese e sostenendo circa 15mila imprese di medie e piccole dimensioni. Le sfide di oggi si giocano in un contesto diverso dal passato, saranno vincenti le imprese preparate a muoversi in un nuovo mondo, dove digitale e sostenibilità sono le parole chiave per rivolgersi alle nuove generazioni di consumatori globali. Per rispondere all’urgenza del momento e rafforzare il posizionamento strategico del made in Italy sui mercati di domani è importante l’azione di supporto del nostro sistema Paese”.