(In)dipendenti dalla Rete

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Tutti noi veniamo costantemente toccati nella nostra quotidianità dai nuovi social, dal blogsfera, dai social forum che si moltiplicano di giorno in giorno; comunicare significa mettere in comune qualcosa Tutti noi veniamo costantemente toccati nella nostra quotidianità dai nuovi social, dal blogsfera, dai social forum che si moltiplicano di giorno in giorno; comunicare significa mettere in comune qualcosa con qualcuno, oggi viene definito “buzz”cioè  “ronzio”, ovvero il passaparola sul Web che fa sì che ci sia una comunicazione pervasiva e soddisfacente da qui all’altro continente. I mass media elettronici sono sicuramente il simbolo di libertà di parola e di pensiero, rendendo il infinite realtà in tutto  il globo interconnesse tra loro e costantemente aggiornate. Ovviamente è utile pensare che , specialmente i social, non sono affatto pericolosi, al più si può parlare di un uso adatto o meno di questi. Il grande mercato di dati dovrebbe essere gestito nella maniera più adeguata possibile, soprattutto in una società dove un elevato numero di dati sensibili circolano online. Il primo passo sarà sicuramente leggere le condizioni di utilizzo, in modo da conoscere come verranno gestiti i propri dati, le proprie informazioni che spesso mettiamo in rete senza sapere in realtà dove andranno a finire; ovviamente è chiaro che le informazioni non saranno più segrete, ma saranno a portata di qualunque persona che avremo tra gli amici. Diversi social network danno la possibilità ai loro utenti di rimanere in contatto coi propri amici, ma chi sono in realtà questi amici?  Diciamo, “non lo conosco” oppure un semplice “amici di amici”. Persone quindi che non conosco, che non ho mai visto, “amici non miei”, con i quali condivido, tramite la rete, le mie esperienze e la mie informazioni personali. E’ necessario quindi rimanere costantemente prudenti, per far sì che il gioco non si trasformi in un rischio! Tutto sommato questi nuovi social, nella maggior parte dei casi sono sì utili, ci mettono a contatto con persone di tutto il mondo, colleghi, aziende e i veri di amici, magari proprio quelli di infanzia i quali avevamo perso tutti i contatti e con i quali tentavamo da tempo di entrare in contatto.Ormai non c’è bisogno più di chiedere al vicino come sta, tanto lo leggiamo sulla sua bacheca; non c’è bisogno di chiedere a quel ragazzo se ha già una ragazza, tanto lo leggiamo dalla sua situazione sentimentale; non abbiamo bisogno di sapere se piove, se nevica, se fuori c’è il sole, vedremo gli aggiornamenti e neanche sapere il nostro migliore amico cosa ha mangiato, sicuramente ha postato una foto con tutto quello che di buono a casa gli hanno cucinato! La generazione di internet è letteralmente cresciuta con la rete, quest’ultima ha infatti letteralmente influenzato la maggior parte delle giornate degli attuali adolescenti.Si è arrivati a constatare che per alcuni giovani esista addirittura il rischio che questa nuovo mondo dell’informazione possa danneggiare perfino la partecipazione alla vita sociale, allo stretto contatto con l’altro, arrivando fino a conseguenze estremamente dannose come l’allontanamento anche dal gruppo familiare o di amici. La risposta, oltre a quella di essere prudenti è quella di cambiare! Di far sì che in realtà possiamo vivere indipendente da social network o realtà virtuali, uscire e vedere se fuori c’è il sole, se nevica o se piove e chiederci se stiamo facendo buon uso del nostro tempo. Se la risposta è negativa, evidentemente, siamo l’ennesima prova che questo eccesso di tecnologia sta diventando la nostra dipendenza, un qualcosa senza il quale non riusciamo ad immaginarci. Non ci sono soluzioni da trovare, perchè l’unica vera soluzione è in noi stessi ed è la consapevolezza di saper imporsi dei limiti necessari per non diventare dipendenti della rete. Maria De Simone