Indipendenza, Scozia al bivio: oggi si decide

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A cura di Antonio Arricale Oggi è una giornata storica per gli scozzesi. Con il referendum sull’indipendenza dovranno decidere sul loro futuro: separarsi definitivamente dall’Inghilterra oppure no. Scozia al bivio, dunque, con A cura di Antonio Arricale Oggi è una giornata storica per gli scozzesi. Con il referendum sull’indipendenza dovranno decidere sul loro futuro: separarsi definitivamente dall’Inghilterra oppure no. Scozia al bivio, dunque, con l’esito ancora incerto ed i fronti opposti che continuano a lavorare per recuperare i voti degli indecisi, calcolati tra l’8% e il 14% e che saranno proprio loro a fare una scelta dalla quale non si potrà tornare più indietro. Al momento il fronte del “no” sembra tenere testa con il 52% rispetto al 48% dei “sì” ma la partita è ancora tutta da giocare. Agli indecisi si è rivolto l’indipendentista Alex Salmond: “Facciamolo. E’ l’occasione della vita. Il futuro della Scozia, del nostro Paese, è nelle nostre mani”. Intanto il premier David Cameron se da un lato ammette di essere preoccupato per l’esito del voto dall’altro fa sapere che comunque vada non si dimetterà. Anche il Presidente USA, Barack Obama ha appoggiato ufficialmente la posizione di Cameron, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha espresso timori per il futuro di una Scozia indipendente. E sempre sul fronte Usa va ricordato pure che ieri sera il Federal Open Market Committee (FOMC), braccio operativo della Fed, ha lasciato i tassi fermi al minimo storico e tagliato di altri 10 miliardi di dollari il programma di acquisto di asset per la settima volta consecutiva. Nello statement che accompagna la decisione di politica monetaria la Banca Centrale ha anche confermato che il quantitative easing 3 terminerà definitivamente a ottobre se i dati macroeconomici confermeranno l’attuale stato di salute dell’economia. Dunque, il tapering andrà in pensione alla fine del prossimo mese. Quanto alle indicazioni sul primo rialzo dei tassi di interesse, l’aspetto più centrale e monitorato di questo meeting, il FOMC ha confermato che trascorrerà un “considerevole periodo” tra le fine del QE 3 e il primo rialzo dei tassi di interesse. La maggior parte dei 10 banchieri centrali del FOMC stima che il costo del denaro dovrebbe raggiungere un valore medio del 3,5% entro la fine del 2017. Solo in quattro si attendono tassi al di sotto di questa percentuale. Ciò significa che una volta avviata l’exit strategy, la Fed non perderà molto tempo a far risalire i tassi. Non solo: l’Istituto centrale ha comunicato dei range entro i quali stima di collocare i fed funds (così si chiamano i tassi di interesse in USA) una volta avviata l’exit strategy. Questi range (1,375% alla fine del 2015 e 2,578% alla fine del 2016) sono superiori a quelli previsti a giugno (rispettivamente 1,125% e 2,5%). Quanto alle previsioni economiche, La Banca Centrale americana ha tagliato le stime sul PIL di quest’anno e dei prossimi due. Il mercato del lavoro, invece, dovrebbe continuare a migliorare. Borse asiatiche Tokyo chiude in rally Chiusura in forte rialzo per la piazza di Tokyo, che ieri si era sottratta all’ondata di ottimismo che aveva investito gli altri mercati asiatici. Buttandosi presto alle spalle le misure di stimolo annunciate dalla banca centrale cinese, i mercati si sono concentrati sulla Federal Reserve. Il comitato di politica monetaria, noto come FOMC, ha mantenuto la promessa di mantenere i tassi bassi per un “considerevole periodo di tempo”, ma cresce al suo interno la fazione di chi preme per un rialzo dei tassi anticipato. Queste sollecitazioni hanno rovinato il buonumore dei mercati asiatici, ma hanno avvantaggiato la borsa di Tokyo, che approfitta della debolezza dello yen contro il dollaro. Sul Listino nipponico sono volati i titoli dei grandi esportatori. L’indice Nikkei ha terminato in rialzo dell’1,27% a 16090,57 punti, mentre il Topix ha guadagnato l’1,14% a 1319,78 punti. Tra le altre piazze asiatiche, Seul archivia un calo dello 0,9%, mentre Taiwan archivia un guadagno dello 0,46%. Miste le altre borse che chiuderanno più tardi le rispettive sedute con Hong Kong che cede lo 0,88%, mentre viaggiano sul filo della parità Singapore (+0,04%) e Shanghai (+0,03%). In rosso Kuala Lumpur -0,27%, mentre Bangkok e Jakarta crescono di mezzo punto. Borsa Usa Chiusura volatile in progresso ieri a Wall Street A New York i principali indici hanno chiuso la volatile seduta di ieri in moderato progresso, dopo che la Federal Reserve ha confermato il suo impegno a mantenere i tassi d’interesse vicino allo zero per un “tempo considerevole” e ancora una volta espresso timori su un allentamento del mercato del lavoro. A sostegno delle immutate politiche dell’Istituto centrale Usa il primo declino in quasi un anno e mezzo dei prezzi al consumo nel mese di agosto. Complessivamente la seduta è stata in altalena con perdite che si sono susseguite a guadagni prima di tornare in positivo in contemporanea alla conferenza stampa del numero uno della Fed Stocks Janet Yellen (“L’economia americana continua a fare progressi, il tasso di inflazione è inferiore al nostro obiettivo del 2% ma il mercato del lavoro, pur dando segno di miglioramento, non si è ancora ripreso del tutto”), mentre l’S&P 500 ha raggiunto una resistenza tecnica vicino al suo massimo intraday. Il Dow Jones è invece riuscito a chiudere ai massimi dopo aver segnato il record di 17.221,11 punti nel corso della seduta. Nel dettaglio il Dow Jones ha guadagnato 24,88 punti, pari allo 0,15%, a 17.156,85 punti. L’S&P 500 è salito di 2,59 punti, dello 0,13%, a 2.001,57 punti. Il Nasdaq Composite ha aggiunto 9,43 punti, 0,21%, a quota 4.562,19. Per quanto riguarda i singoli comparti, i finanziari hanno segnato un progresso dello 0,4% chiudendo la seduta tra i migliori performer dell’S&P. Ancora meglio ha fatto il settore dei materiali, in salita dello 0,6%, grazie soprattutto a DuPont +5,2%, dopo che Trian Fund Management, fondo dell’investitore attivista Nelson Pelts, ha chiesto lo spin-off del colosso chimico in due distinte società, GrowthCo e CyclicalCo, che andrebbe ad aggiungersi all’annunciata separazione di Performance Chemicals. Secondo Trian, che ha ammassato una partecipazione in DuPont del valore di 1,6 miliardi di dollari, lo spezzatino permetterebbe un risparmio di 2-4 miliardi di dollari l’anno, permettendo al colosso chimico Usa di migliorare la performance delle singole divisioni. Bene anche i titoli dell’immobiliare, che hanno sovra performato Wall Street, grazie al positivo dato sulla fiducia nel settore: l’indice stilato da National Association of Home Builders e Wells Fargo si attesta infatti a 59 punti in settembre da 55 punti di agosto e contro attese per 56 punti. Una spinta ai titoli del real estate è arrivata anche da Lennar +5,8% che ha annunciato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal balzo degli utili del 47%. Il colosso Usa delle costruzioni ha registrato ricavi in crescita del 25% nelle abitazioni residenziali a 1,83 miliardi di dollari mentre le vendite complessive sono aumentate del 26% a 2,01 miliardi di dollari. L’eps è salito da 54 a 78 centesimi. Il consensus di Thomson Reut ers era per un eps di 67 centesimi e 1,96 miliardi di ricavi. Sul fronte dei singoli titoli, migliore del New York Stock Exchange è stato Hyperdynamics +20,22% mentre la maglia nera è andata a Rackspace Hosting -17,67%. Tra i titoli più scambiati Bank Of America +0,36%,Petrobras +0,57% e General Electric +0,23%. Al Nasdaq Apple +0,7% in crescita sull’annuncio del lancio di due nuovi iPad e del nuovo sistema operativo per Mac nel prossimo evento previsto per il 21 ottobre. Yahoo! -0,3% e Microsoft -0,5% sono stati tra i più scambiati per quanto riguarda i titoli tecnologici. Occhi puntati ieri anche sulla trimestrale di FedEx +3,27%. Il colosso delle spedizioni espresso, guardato con attenzione per il suo ruolo di benchmark dell’economia globale, ha annunciato risultati relativi al primo trimestre dell’esercizio 2015 segnati da un eps di 2,10 dolla ri, contro gli 1,96 del consensus di FactSet su ricavi leggermente in crescita da 11 a 11,7 miliardi di dollari. Il colosso Usa delle spedizioni espresso ha confermato l’outlook per un eps nell’intero anno a 8,50-9 dollari. Male invece General Mills -4,42%. Il colosso alimentare Usa ha dichiarato di puntare a risparmi nell’ordine dei 100 milioni di dollari, ma ha presentato una trimestrale segnata dal declino del 2,4% dei ricavi a 4,27 miliardi di dollari, contro attese degli analisti per 4,38 miliardi. Gli utili sono crollati del 25% a 345,2 milioni di dollari. L’eps si è attestato a 61 centesimi contro i 69 del consensus di FactSet. Europa Londra unico listino a chiudere in rosso Chiusura di seduta in rialzo per le principali borse europee ad eccezione di Londra, unico listino a chiudere in rosso. Gli operatori restano in attesa della prima asta di Tltro da parte della Bce e dell’esito del referendum sull’indipendenza scozzese, i cui primi risultati saranno resi noti domani in mattinata. A Francoforte il Dax ha guadagnato lo 0,30% a 9.661,50 punti, il parigino Cac40 è avanzato dello 0,50% a 4.431,41 punti mentre a Madrid l’Ibex35 è salito dell’1,01% a 10.907,40 punti. In calo dello 0,17% a 6.780,90 punti il londinese Ftse100. in Italia Il Ftse Mib guadagna l’1,55% Piazza Affari ha chiuso in rialzo con l’indice Ftse Mib che ha guadagnato l’1,55% a 21.111 punti. Tra le banche da segnalare Mediobanca (+2,71% a 7,01 euro) che nell’esercizio 2013-2014 è tornata in utile per 465 milioni di euro contro il rosso di 175 milioni dell’esercizio precedente. Acquisti anche sugli altri titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 3,08% a 12,70 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,79% a 6,515 euro, Popolare di Milano il 2,76% a 0,631 euro, Intesa SanPaolo il 2,15% a 2,46 euro, Ubi Banca il 3,87% a 6,57 euro, Unicredit il 2,09% a 6,345 euro. Bene Telecom Italia (+1,55% a 0,914 euro) dopo la smentita sulle voci di una possibile acquisizione della brasiliana Oi. Balzo di Wdf (+4,75% a 8,815 euro) dopo la notizia che l’Ad José Maria Palencia lascerà la società entro la fine del 2014. Eni (+1,28% a 18,97 euro) ha proseguito il trend rialzista dopo aver effettuato una nuova scoperta a olio nel blocco 15/06, nel prospetto esplorativo Ochigufu, situato nelle acque profonde dell’Angola. Bene Finmeccanica (+0,78% a 7,66 euro) dopo che ieri l’Ad Moretti ha svelato che oltre alle già note cinesi Cnr-Insigma,la giapponese Hitachi e la francese Thales, in lizza per l’acquisto del polo dei trasporti di Finmeccanica (Ansaldo STS e Ansaldo Breda) c’è anche la spagnola Caf.


I dati macro attesi oggi Giovedì 18 settembre 2014 00.50 JPN Bilancia commerciale 09.00 ESP Ordini industria 09.00 ESP Fatturato industria 10.00 ITA Produzione costruzioni 10.30 GBR Vendite dettaglio 10.30 GBR Vendite dettaglio 14.30 USA Permessi edilizi 14.30 USA Richieste sussidi disoccupazione 16.00 USA PhillyFed