Industria 4.0, Federmanager Roma: “Digital innovation hub è la nostra risposta”

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Roma, 21 giu. (Adnkronos/Labitalia) – Digital Innovation Hub è la risposta di Federmanager Roma alla sfida di Industria 4.0. L’annuncio è stato dato oggi, a Roma, in occasione dell’incontro ‘Innovazione e crescita, il ruolo dei manager nel progetto industria 4.0’, organizzato in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione.

“Abbiamo intravisto la strada -ha detto Giacomo Gargano, presidente di Federmanager Roma- sulla quale investire per riprenderci il ruolo che, come dirigenti d’azienda abbiamo, nell’industria 4.0. La chiave è fare formazione ed è quello che stiamo facendo con ‘Federmanager Academy, la Management School voluta da Federmanager, che è gestita dai manager per i manager che intendono riqualificarsi in maniera efficace, acquisendo le skill necessarie in un’ottica di life long learning. Sono quattro le figure professionali individuate: l’innovation manager, il temporary manager, il manager di rete e l’export manager. Tutti profili legati al ruolo delle pmi e, ovviamente, all’industria 4.0”.

“Arrivano dunque a Roma -ha spiegato- i distretti tecnologici voluti dal Piano Industria 4.0 e pensati per aiutare le pmi ad adeguarsi alla nuova rivoluzione industriale: si tratta di centri per avvicinare le università alle aziende. Competenza è la parola d’ordine per guidare il cambiamento e per fare quel salto di qualità necessario per recuperare il gap che ci separa da paesi come la Cina e la Germania che hanno già messo in cantiere gli strumenti per affrontare il cambiamento”.

Un progetto, quello degli Digital Innovation Hub, ha sottolineato, “portato avanti da Confindustria con la confederazione dei manager, in linea con il piano Calenda, che, declinato a livello locale, può rappresentare un volano per sostenere la timida ripresa economica che oggi si intravede”. “Un cambio di paradigma è già in atto e oggi più che mai i manager devono investire nella conoscenza per guidare il cambiamento senza subirlo”, ha avvertito.

“Se questo è il contesto -ha chiarito Gargano- non bastano gli incentivi, ma bisogna investire su formazione ed eccellenze e soprattutto sulle capacità digitali che sono le competenze necessarie a supportare gli investimenti per l’adozione di tecnologie abilitanti. Senza un management capace le imprese non sono in grado di rinnovarsi”, ha concluso Gargano, esortando i decisori politici a “concentrare gli sforzi anche in un recupero della managerialità per non perdere la grande occasione che Industry 4.0 sta fornendo al nostro sistema produttivo di trasformarsi e divenire competitivo nel lungo termine”.

Poi c’è stato il confronto tra Gargano e Roberto Bedani, direttore Confindustria Digitale, che ha riassunto la collaborazione tra i due enti proprio per la realizzazione dei Digital Innovation Hub. Confindustria Digitale, che sta promuovendo la costituzione degli Hub su tutto il territorio nazionale, ha chiesto la collaborazione attiva di Federmanager per fornire consulenza specializzata sui processi di innovazione delle pmi. Iniziativa strategica per colmare il digital divide e aumentare la competitività dell’industria manifatturiera. Tra le iniziative previste, oltre alla formazione digitale, anche la creazione di reti di servizi ad alta qualificazione rivolte alle imprese direttamente nei singoli territori cui operano.

“C’è un aspetto fondamentale -ha ricordato Bedani- da tenere presente e cioè che gran parte degli investimento che vengono fatti nell’industria 4.0 non ha ritorni immediati. Si è sicuramente più efficienti, si controlla meglio e si è più flessibili, ma non è nel breve termine che il conto economico cambia. Per questo l’innovazione delle pmi non può passare attraverso le start up dei giovani. Il giovane stratupper non funzionerà mai, perché non parla il linguaggio dell’imprenditore ‘maturo'”.

“L’accordo tra Confindustria Digitale e Federmanager -ha commentato Guelfo Tagliavini, coordinatore della commissione Industria 4.0 di Federmanager- è in linea con quanto riportato in uno dei passaggi chiave del programma del governo, quello riguardante l’esigenza di trasformazione e innovazione del nostro modello di pmi. La finalità è quella di fornire adeguati profili professionali per ‘popolare’ i centri di analisi e indirizzo (Dih) che aiuteranno soprattutto le pmi a trasformare i propri modelli produttivi, per essere in grado di intercettare opportunità di business crescenti ed adeguare le relative strutture organizzative”.

“Oltre duecento curricula di colleghi sono stati già presentati alle organizzazioni territoriali di Confindustria ed altri seguiranno. Ci sembra una chiara testimonianza di impegno professionale e un’esplicita assunzione di responsabilità nel voler contribuire, in maniera tangibile, al successo di un programma Paese che riteniamo introduca, per la prima volta dopo tanti anni, soluzioni che accomunano le strategie imprenditoriali e le competenze manageriali”, ha concluso.