Industria 4.0, operativo il credito d’imposta: ecco attività e spese ammissibili

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In vigore il Decreto attuativo Mise con i criteri per ottenere il credito d’imposta Industria 4.0 introdotto dalla Legge di Bilancio 2020: attività e spese ammissibili, esempi e documenti da presentare. L’agevolazione si applica esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. Il DM stabilisce i criteri precisi per la classificazione delle spese ammissibili, suddivise nelle seguenti macro-areea. Attività di ricerca e sviluppo (comma 200 della manovra, sono attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico), il credito d’imposta è al 12% fino a un tetto di spesa di 3 milioni di euro; Attività di innovazione tecnologica (comma 201 della manovra, sono attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati), Credito d’imposta al 6% per una spesa fino a 1,5 milioni di euro. Se le attività sono finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta sale al 10%. Infine, Design e innovazione estetica: comma 202 della legge 160/2019, riguardano imprese dei settori tessile, moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari. Credito d’imposta al 65 fino a 1,5 milioni di euro.