Industria, l’analisi della Fim Cisl: La Campania è una polveriera, servono interventi strutturali

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In foto Giuseppe Terracciano

Con un intervento realizzato per IlDenaro.it il segretario generale della Fim Cisl Campania, Giuseppe Terracciano, fa il punto sulla situazione di difficoltà dell’industria locale. Ecco il testo integrale. “La situazione industriale campana si fa di giorno in giorno più critica e preoccupante.
Le crisi di importanti gruppi industriali si succedono con periodicità impressionante, come se un virus si accanisse sul territorio, infettando il lavoro produttivo.
È di questi giorni una nuova crisi che avanza, quella della Mecfond, storica azienda napoletana che è costruttore di macchine utensili, che ha paventato una possibile chiusura in mancanza di sostegno da parte delle Istituzioni, le aziende vanno accompagnate.
E’ una situazione esplosiva che, andrebbe affrontata con determinazione, non con una misura assistenziale come il reddito di cittadinanza, una misura tattica, mentre c’è bisogno di interventi strategici che risolvano il problema alla radice, perché il problema della povertà (un milione e 600mila famiglie in regime di povertà sono principalmente al sud) non ci si può illudere che si possa risolvere con l’assistenza, si può risolvere solo creando buona e stabile occupazione.
Ogni volta che va in crisi uno stabilimento produttivo, gli effetti non colpiscono solo i lavoratori direttamente occupati, ma una miriade di micro imprese che operano sull’indotto, da quelle che producono componenti a quelle di servizio, che sono tante, dagli addetti alle mense, a quelli che si occupano di pulizia anche industriale, alle imprese di smaltimento di rifiuti industriali, ai trasporti e così via.
Quando si parla per esempio di Whirlpool, si pensa ad un problema di 420 persone, mentre quelli che saranno colpiti da una eventuale chiusura, assolutamente da scongiurare, sono oltre che i familiari degli operai, anche tutti i lavoratori dell’indotto e le loro famiglie, arrivando così rapidamente a cifre ben superiori, di diverse migliaia.
Se stiliamo l’elenco delle aziende che già sono state chiuse o che hanno subito pesanti processi di ridimensionamento, i numeri aumentano esponenzialmente, e considerando che stiamo parlando di una regione come la Campania, anche se popolosa, il risultato è insopportabile per la sua economia complessiva mettendo in ginocchio una intera comunità e la sua coesione sociale.
Alle crisi quindi va data risposta, se vogliamo evitare il declino di quella che ancora oggi è la settima potenza industriale del mondo.
Whirlpool è oggi quella che occupa le prime pagine dei giornali, ma tante sono le situazioni ancora da risolvere o solo parzialmente risolte, a partire dalla Jabil nel casertano, alla Gma, l’azienda gioiello dell’indotto Finmeccanica oggi Leonardo, a tante altre.
La Regione Campania è in campo, con i suoi decreti relativi alla introduzione di aree di crisi complesse, ma ancora non basta, perché si rende indispensabile un ruolo più incisivo del Governo Nazionale troavare strumenti che incentivano ed accompagnino i pochi imprenditori rimasti sul territorio.
Lo sviluppo della Campania, ma anche dell’intero Sud è impedito e rallentato da molti fattori, tra cui: mancanza di infrastrutture, mancanza di una classe dirigente poco propensa ad investire del proprio, una politica lontana, una burocrazia spesso ottusa, norme farraginose, lentezza della giustizia, difficoltà di credito, criminalità organizzata.
Serve quindi un cambiamento radicale di mentalità e di strumentazione da adottare
Servono soluzioni strutturali che affrontino l’argomento nella sua complessità e non interventi tampone di volta in volta
Il Ministro di Maio aveva sul tavolo quasi 200 pratiche di gravi crisi industriali e le ha lasciate in eredità al suo successore al dicastero, ma al momento oltre alle dichiarazioni di buona volontà, non abbiamo visto soluzioni.
La grande manifestazione di tutti i siti Whirlpool  a Roma del 4. Ottobre , è un forte segnale della esplosività della situazione.
Come Fim Cisl  Campania siamo impegnati in prima fila sulle vertenze aperte nel territorio e come i lavoratori della Mecfond,  Whirlpool, Jabil e tanta altre, non ci arrenderemo.
Il nostro impegno è di stare al loro fianco e di continuare a premere sugli imprenditori, ma anche sulle Istituzioni locali e Nazionali affinché facciano la loro parte relativamente alle singole vertenze.
Riteniamo però che le Istituzioni debbano cimentarsi nello sviluppare un progetto di politica industriale complessivo, che valorizzando il manifatturiero e accompagnando i processi industriali ammodernandoli e rilanciandoli, definisca filoni su cui puntare, investimenti produttivi, aree attrezzate con adeguate infrastrutture, investimenti in tecnologia e formazione, sburocratizzazione, facilità di credito, snellimento dei processi e lotta alla criminalità
Solo così supereremo le singole contingenze e affronteremo l’argomento delle crisi in maniera organica e proficua”.