Industriali di Napoli, Genna: Troppi cantieri elettorali, serve un piano strategico per la città

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in foto Vittorio Genna

«Sto chiedendo fortemente un cambio di passo. Noi vogliamo essere coinvolti, perché abbiamo tutte le potenzialità per dire la nostra. Noi esigiamo, urliamo a gran voce, la necessità di un piano strategico per il Comune di Napoli e per la Regione. Aspetto una risposta sia dal sindaco che dal presidente della Regione».

Lo afferma il neoeletto presidente dell’Unione Industriali Napoli, Vittorio Genna, incontrando i giornalisti per la presentazione delle linee programmatiche.

«Al Comune abbiamo dato grande fiducia all’inizio – argomenta – è passato un anno, c’è stato il Patto per Napoli firmato con Draghi e le misure che il Governo ha messo in campo per la città. Vorremmo capire quali sono gli scenari futuri, quali sono gli interventi che il sindaco mette in campo».

«Vediamo moltissimi cantieri aperti o in apertura – prosegue – non vorremmo che siano dei cantieri elettorali».

E ancora: «Non abbiamo assolutamente idea di cosa possa succedere a Bagnoli dopo l’America’s Cup. Quando c’è stato l’Expo a Milano si sapeva già che cosa si sarebbe fatto in quella zona. Sappiamo che procedono le bonifiche, ma tutto il resto sono sogni o sono cose che ci daranno? C’è un piano strategico del Comune e della Regione per quest’area o l’America’s Cup diventerà un esempio di come alla fine si utilizza un’area per 6-7 mesi e poi nessuno sa che cosa succede?».

Anche sui trasporti Genna non risparmia un appunto: «Da cittadino oggi la metro non la prendo – spiega –. È un tessuto di rete metropolitana anche molto capillare, ma il problema è come viene utilizzata, come viene manutenuta e come viene gestita. Ci sono stazioni bellissime, ma che funzionano part-time, perché a una certa ora chiudono».

Anche sul turismo e sul diportismo il presidente degli industriali di Napoli chiede maggiore chiarezza.

«Non sappiamo assolutamente cosa possa succedere per il settore – incalza – un mercato che esiste e che crea occupazione. Un euro investito nel diportismo ne porta otto. Il Golfo di Napoli è primo al mondo per richiesta di approdo da parte dei maxi yacht. Perché non pensare a una marina che possa accogliere centinaia di posti barca?».

Sul turismo in generale, poi, l’affondo è altrettanto duro: «Non è possibile che l’opera d’arte più visitata a Napoli negli ultimi dodici mesi sia stata il murale di Maradona. È come andare a Roma e visitare le pizzetterie e non il Colosseo».

A nome delle circa 900 imprese rappresentate dall’Unione Industriali Napoli, che producono 34 miliardi di fatturato e impiegano 70mila addetti, Genna chiede risposte alla politica, coinvolgendo nel ragionamento anche la Regione e il presidente Roberto Fico.

«Siamo pronti a essere al fianco della politica – spiega – ma non in una logica di assistenzialismo, con misure come il reddito di cittadinanza o il bonus edilizio».

Dopo le critiche, arriva anche l’apertura al confronto: «L’associazione è pronta a dare una mano, a essere presente al fianco delle istituzioni per il territorio. Suggerirei di ascoltare gli imprenditori, che ogni giorno si misurano con il mercato e cercano risposte. Non si può procedere su un piano strategico senza ascoltare questa parte sana della città e della regione e collaborare».