Infezioni ospedaliere, ricerca del Cnr: ecco come lo pseudomonas resiste agli antibiotici

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Lo Pseudomonas è responsabile di un’infezione che colpisce in ospedale, soprattutto le persone ricoverate da più di una settimana con difese immunitarie o barriere fisiche (pelle o mucose) compromesse. Ed è difficile da debellare a causa della resistenza agli antibiotici. Ora, un team di ricercatori a cui partecipa l’Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ic) con i Dipartimenti di microbiologia dell’università di Washington e dell’università dell’Ohio, ha svelato uno dei meccanismi di resistenza del batterio, risultato che apre la strada a nuove soluzioni di cura. Lo studio è stato pubblicato su ‘Nature Communications’. Lo Pseudomonas aeruginosa, batterio Gram-negativo, può infettare sangue, pelle, ossa, orecchie, occhi, tratto urinario, valvole cardiache e polmoni, oltre alle ferite (come ustioni, lesioni o ferite da intervento chirurgico). “L’utilizzo di dispositivi medici, come i cateteri inseriti in vescica o in vena, cannule per intubazione e ventilatori meccanici, aumenta il rischio di infezioni”, spiega Doriano Lamba, ricercatore Cnr-Ic, fra i partecipanti allo studio. “Mediante un meccanismo di comunicazione chimica, definito quorum sensing, questo microbo è in grado di produrre aggregati multicellulari (biofilm) grazie ai quali acquista vantaggi biologici come la resistenza agli antibiotici, complicando il decorso dei pazienti affetti da infezioni croniche”, prosegue Lamba. “Questi patogeni – precisa il ricercatore – vivono immersi in una matrice di eso-polisaccaridi (Pel e Psl), proteine, Dna/Rna extracellulare che svolgono funzioni protettive nei confronti di fattori ambientali a loro sfavorevoli, come variazioni improvvise del pH, shock osmotici o disidratazione”. Il gruppo di studio ha evidenziato per la prima volta il ruolo funzionale di una proteina, la LecB, nella formazione e nell’organizzazione strutturale dei biofilm del patogeno P. aeruginosa e il suo ruolo nella persistenza delle infezioni croniche polmonari.