Infezioni respiratorie recidivanti causano un’assenza su 3

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Milano, 11 set. (AdnKronos Salute) – Assente per infezione respiratoria recidivante. E’ una delle giustificazioni più frequenti che viene presentata dai genitori quando i bambini danno forfait a scuola. Secondo le stime, un’assenza su 3 è imputabile a questa problematica. Gravità diverse, origine quasi sempre virale (fino al 95% dei casi di infezione delle alte vie respiratorie nei più piccoli e circa il 70% negli adulti), e l’epilogo è sempre uguale: bimbo a casa, genitore in difficoltà al lavoro. Non a caso questo è il motivo alla base anche del 30% delle giornate lavorative perse di mamme e papà. Ma non va dimenticato che pure gli adulti si ammalano, con ulteriori stop obbligati.

“L’impatto economico è sulle spalle della famiglia, non rappresenta un impegno tanto per il Servizio sanitario nazionale: i ricoveri sono rari e trattandosi perlopiù di forme virali i farmaci che vengono utilizzati sono di fascia C – spiega Roberto Dal Negro, pneumologo e responsabile Cesfar (Centro studi nazionale di farmacoeconomia e farmacoepidemiologia respiratoria), oggi a Milano durante un incontro sulle opportunità offerte dall’omeopatia – Episodi di questo tipo hanno un costo intorno ai 300 euro l’uno all’anno, con la voce più consistente rappresentata non dai medicinali, ma al 70-80% dal costo dell’assenteismo lavorativo e da quello scolastico, che implica la necessità, se non si può stare a casa, di pagare una babysitter”.

“Se gli episodi di infezione respiratoria recidivante diventano due il costo raddoppia, se i figli sono più di uno s’impenna, se c’è anche un anziano a carico (la frequenza è progressivamente crescente anche nella terza età) si moltiplica ulteriormente”, calcola l’esperto che ha condotto diversi studi sul tema. Le vittime predilette sono dunque i più piccoli. “Si calcola che nel primo anno di vita un bambino su 4 soffra di questo problema e successivamente un bambino su 5. Le infezioni respiratorie recidivanti tendono poi a ridursi del 20% per anno e verso i 4-5 anni generalmente si è ‘fuori dal guado'”, spiega Francesco Macrì, pediatra allergologo, segretario del Gruppo di studio medicine complementari della Sip (Società italiana di pediatria).

“Ogni 100 episodi si contano 50 visite pediatriche, due ricoveri in ospedale e circa 20 cicli di antibiotico”. Ma, fa notare Dal Negro, “solo una piccola quota delle Iir è di tipo batterico, spesso e volentieri sono complicanze di una precedente infezione virale. Nonostante questo, gli episodi di infezioni respiratorie recidivanti vengono trattati con un eccedente ricorso all’antibiotico e al corticosteroide”.